Gli antichi dicevano: “i proverbi sono la saggezza dei popoli…” perché dettati dall’esperienza generata dalla vita vera.
“Il bue che dice cornuto all’asino…” è il proverbio che immediatamente sovviene leggendo alcuni post pubblicati sui social in questi giorni in materia amministrativa per il Comune di Sora. Da “Buon Samaritano”, dopo 5 anni di demolizione mediatica nei confronti dell’operato dell’Amministrazione Tersigni, ora c’è chi si erge a difensore del sindaco De Donatis, contro Augusto D’Ambrogio e contro quanto da lui scritto. Da illustri rappresentanti della categoria, si asserisce che… i pezzi scritti da Augusto D’Ambrogio di certo non possono essere annoverati nella categoria del giornalismo, dimenticando che il sito, con il quale anche egli stesso collabora e scrive, ha detto di tutto e di più sul sindaco Tersigni e sulla sua maggioranza, permettendo commenti di ogni tipo, sempre al limite della legalità, con offese personali all’uomo e soprattutto all’istituzione. A ruoli invertiti, oggi, dunque, si incarna il ruolo di colui che è risentito, permettendosi di giudicare professionalità ed operato altrui, dimenticando il proprio comportamento passato. Tanto per citarne una, è impossibile dimenticare, in prossimità del voto, il suo post riguardante l’immagine di una persona che, purtroppo, non c’è più e che non può più esprimere il proprio pensiero, specialmente in materia politica. Valutazioni e pensieri su chi ha lasciato per sempre questo mondo dovrebbero rimanere ben lontane dall’ambito politico, amministrativo, ancor più in campagna elettorale, tenendo poi in conto del valore quest’uomo. Invece di dire che “… la scusa è la democrazia”, si dovrebbe probabilmente riflettere con maggiore serenità e obiettività sulle “travi” presenti in casa propria, prima di guardare e criticare le “pagliuzze” presenti negli occhi degli altri.
