Mercoledì 17 agosto alle ore 19 da Porta Cerere, sfilata del corteo storico Medievale organizzata dall’associazione Aiam. Quest’anno ricorre il 20^ anno dell’Aiam che rappresenta attraverso i figuranti, la rievocazione storica della storia di Anagni, all’epoca di Bonifacio VIII. L’associazione culturale Aiam con il presidente Don Marcello Coretti, cura una delle più belle tradizioni della città dei Papi, un notevole lavoro, basato soprattutto sul volontariato.
Don Marcello da quanti anni sei alla guida dell’associazione? Gli anni coincidono con il mio compito di parroco della Cattedrale, iniziato nell’ottobre del 2009. Da dove nasce la passione per le rievocazioni storiche? Nel mio caso parlare di passione per le rievocazioni storiche non mi pare cogliere in modo preciso il mio impegno che, più che nascere da una passione personale, deriva dal compito di guida dell’Aiam a cui sono stato chiamato come successore del caro don Angelo Ricci, ideatore della stessa insieme a Mons. Belloli. Debbo dire però che fin da subito, dopo 18 anni di assenza da Anagni, ho potuto ammirare quanto realizzato da chi mi ha preceduto e percepire la grande potenzialità di coinvolgimento che ha l’iniziativa delle rievocazioni storiche. Portare avanti un’associazione è molto difficile, perché è un lavoro basato per la maggior parte sul volontariato. Cosa ti spinge a farlo? Il mio impegno nasce dalla profonda sintonia con lo spirito per cui è nata l’associazione, che è quello di rivitalizzare i festeggiamenti legati al santo Patrono. Il volontariato su cui si basa il grande lavoro attuato in questi anni, anche prima di me, sta a testimoniare che la nostra città può contare su un serbatoio di risorse di bene e di persone disposte a impegnarsi non solo per interessi personali. Anagni è una delle cittadine medievali più belle d’Italia, con un grande centro storico, dallo splendore unico e particolare. La storia della città dei papi è conosciuta in tutto il mondo, cosa vorresti realizzare per il futuro? Una frase che spesso ho sentito afferma che “non basta fare il bene, bisogna anche farlo bene”. Non penso allora tanto a grandi realizzazioni, consapevole che il mio servizio è un piccolo tassello che si inserisce in un quadro più vasto all’interno del quale devo collocarmi in spirito di collaborazione, ma a fare bene il mio piccolo bene. Ho cercato in questi anni di pormi nel solco di una tradizione che ha inteso rivitalizzare la storia del medioevo anagnino e le grandi figure della nostra tradizione religiosa, a cominciare da san Magno. E’ per questo che ho pensato di rivitalizzare la memoria di san Pietro da Salerno, che rischiava l’oblio, e la figura di santa Chiara d’Assisi, canonizzata in Anagni. Santi legati a un unico grande periodo storico oggetto delle rievocazioni da parte delle Contrade e le cui feste ricadono tutte nel periodo dei festeggiamenti di agosto. L’Aiam, in questi ultimi anni, ha accolto con favore anche la richiesta di collaborazione alla realizzazione degli eventi legati alla ricorrenza del cosiddetto “schiaffo di Anagni”. E’ su questa direzione che intendo ancora procedere, non da solo, perché sono le Contrade con i loro responsabili i veri artefici di tutto. Anna Ammanniti
