Cassino – Acea Ato5 precisa e attacca sul ricorso del Comune

Alessandro Andrelli
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Acea Ato 5 precisa su provvedimento Consiglio di Stato su ricorso Comune di Cassino In merito agli articoli pubblicati in data odierna, relativi alla fissazione dell’udienza per la discussione nel merito del ricorso del comune di Cassino sulla nomina del commissario Ernesto Raio, Acea Ato 5 intende precisare quanto segue.

Contrariamente a quanto affermato dal sindaco Carlo Mario D’Alessandro in alcune dichiarazioni riportate sui quotidiani locali in data odierna, il Consiglio di Stato, con decreto del presidente Carlo Saltelli pubblicato nella giornata di ieri, 29 luglio 2016, non ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Cassino. Anzi, come si può leggere dal provvedimento, il Presidente della V sezione del Consiglio di Stato ha rigettato l’istanza di misure cautelari richieste dal Sindaco e ha fissato l’udienza per la discussione nel merito per il giorno 8 settembre. In particolare, il Consiglio di Stato, letto il ricorso del Comune, ha ritenuto che “le questioni così prospettate non sembrano integrare i presupposti della estrema gravità ed urgenza che legittimano la concessione delle misure cautelari monocratiche”, e dunque non ha inteso sospendere l’attività del commissario ad acta che pertanto dovrà proseguire  nell’esecuzione del proprio incarico. Non è vero dunque che l’attività del commissario Ernesto Raio sia stata bloccata dal Consiglio di Stato fino all’8 settembre, come affermato dal sindaco. Anzi, Raio potrà procedere nell’espletamento del suo incarico e gli enti interessati, il Comune in primis, come si legge ancora sul provvedimento, “dovranno in ogni caso adottare ogni opportuna e doverosa cautela per evitare qualsiasi interruzione del servizio idrico, nelle more della trattazione della richiesta cautelare all’udienza collegiale in camera di consiglio dell’8 settembre 2016”. Si tratta di un vero e proprio monito nei confronti del Comune ad astenersi da qualunque azione che possa determinare l’interruzione del servizio nel contesto del trasferimento degli impianti in favore di Acea Ato 5. Il Consiglio di Stato inoltre ha rilevato che: “gli atti di cui è stata chiesta l’immediata sospensiva sono stati posti in essere dal commissario ad acta quali misure attuative del giudicato formatosi sulla sentenza n. 2614 del 2015”. Dunque secondo il Consiglio di Stato l’attività fin qui posta in essere, tanto dal Prefetto, quanto dal suo delegato, sembra assolutamente legittima ed anzi è mirata ad attuare le precedenti sentenze dello stesso Consiglio di Stato. (Fonte: Comunicato Stampa)
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