Oggi Cicerone, che tanto decantava le acque limpide e cristalline del lago di Posta Fibreno, si rivolterebbe nella tomba, alla semplice vista di uno storico corso d’acqua in via di estinzione.

Il lago sta morendo e le varie
polemiche si rincorrono ormai solo sui social network. Nessuna azione concreta né da parte del Comune né da parte della Regione Lazio e neppure dalle guardie della Riserva Naturale. “Ieri, facendo un controllo sul territorio –
racconta il responsabile di zona delle guardie ittiche della Fipsas, Giovanni Crispi – non ho potuto non notare le
pessime condizioni del lago che si stanno aggravando giorno dopo giorno e presto
nuoceranno anche all’intero fiume Fibreno.
L’intero ecosistema è a rischio: le trote restano in apnea per non lasciarsi contaminare dal
liquame degli uccelli e dalla mucillagine che si stacca dal fondo del lago. In questi giorni, a causa delle alte temperature, tutto ciò che è in stato di putrefazione, compresi gli animali, sta venendo a galla, fino a raggiungere le sponde. Si tratta di
un problema serio, più volte segnalato, che
riguarda anche i vari punti ricettivi, come gli agriturismo che si trovano in zona. Non vogliamo perdere né il lago né il fiume Fibreno, dietro al quale c’è tanto lavoro”. Un appello accorato che vuole arrivare fino alla Regione Lazio. Se davvero si pensa ad un
rilancio del turismo nelle aree della Valle di Comino e della Valle del Liri, allora è il caso che qualcuno intervenga al più presto su un grande tesoro di cui si dispone ma che sta morendo lentamente sotto gli occhi di tutti.
Caterina Paglia