Soldi in cambio di un posto di lavoro, i giudici della corte di Appello di Roma hanno condannato due coniugi di Sora rispettivamente a due e un anno di reclusione. In primo grado erano stati condannati entrambi ad un anno ed otto mesi.
La vicenda che li ha ha trascinati sul banco degli imputati risale al 2008 quando i due, millantando amicizie in alte sfere avevano convinto alcune persone di essere in grado di poter assicurare loro un impiego all’ente Poste. Ma questi favori avevano un prezzo, qualcuno aveva sborsato circa venticinquemila euro, qualcun altro anche trentacinque. Una volta versato il denaro gli interessati non avrebbero dovuto far altro che frequentare dei corsi ed attendere la lettera di assunzione di Poste Italiane. Ma così non era stato. Gli investigatori che avevano avviato le indagini hanno portato davanti al magistrato inquirente elementi che facevano ravvisare il reato di truffa. Così moglie e marito erano finiti alla sbarra. Per il sessantunenne la pena è stata aumentata. La moglie invece è stata condannata ad un anno perché le sono state riconosciute le attenuanti generiche. I giudici capitolini oltre alle spese processuali hanno stabilito che gli imputati dovranno risarcire le vittime. Mar.Ming.
