Il Consigliere Comunale di Ceccano Luigi Compagnoni, con una lettera aperta indirizzata al Sindaco, Roberto Caligiore, e al Presidente della 6^ Commissione Consiliare, Federica Aceto, chiede l’intitolazione di una strada al martire Francesco Bruni.
Luigi Compagnoni riprende la delibera n. 91 del 16 novembre 1953 in cui il consiglio comunale di Ceccano, con 18 voti favorevoli e 1 contrario, approvava l’ordine del giorno “denominazione strade interne” che stabiliva quanto segue: a) Sostituire via “Principe Umberto” con via “Francesco Bruni” (Martire della Resistenza). b) Sostituire “Villa Principessa di Piemonte” con Villa Comunale. c) Denominare la via traversa di “Viale della Libertà” di nuova costruzione “Via Antonio Gramsci”. Il Sindaco Bovieri, nella stessa seduta, precisava che via “Francesco Bruni” sarebbe stata tale solo al raggiungimento dei dieci anni della sua morte, ovvero dopo sei mesi dalla approvazione della delibera. Considerato che ad oggi la Villa è chiamata Villa Comunale e Via Gramsci esiste, rimane invece disattesa la volontà di denominare via Bruni in sostituzione di via Principe Umberto. Attualmente Francesco Bruni è ricordato soltanto al Museo storico della Liberazione in via Tasso a Roma ( 3° piano nella cella n° 3 ) dove è collocata una bacheca con una foto e cenni biografici che si riportano integralmente: “…Francesco Bruni nacque a Ceccano il 31 ottobre 1925 da Giuseppe e Regina Bruni in via S.Pietro, tecnico radio-amatore entrò nelle fila della Resistenza Romana fin dal 9 settembre 1943. Pur di non lavorare con i tedeschi si arruolò come gregario dell’UNPA; rastrellato dai tedeschi fu inviato con altri giovani a Vicenza; liberato dai partigiani di quella città partecipò con essi ad azioni di disturbo nella zona di Arzignano. Potè far ritorno a Roma e qui continuò la lotta clandestina nella zona tra Roma e Frosinone, sostenuto e aiutato dalla madre Regina anch’essa partigiana e Comandante di squadra della 1^ zona dei gruppi di “Giustizia e Libertà”. In seguito ad una delazione le SS vennero informate che Francesco Bruni aveva partecipato a numerose azioni di sabotaggio contro autocarri tedeschi in viale Regina Elena, Via Nomentana, via Del Tritone, via Francesco Crispi e proprio in quest’ultima strada il 25 gennaio 1944 mentre usciva da un locale pubblico il giovane veniva gravemente ferito da colpi di pistola sparatigli a bruciapelo da un Ufficiale tedesco che lo aveva pedinato. Trasportato all’ospedale S. Giacomo – dove venne isolato e piantonato dalle SS – fu sottoposto a continui interrogatori e minacce ma non volle rilevare i nomi dei suoi compagni di lotta. Non potendo essere trasferito al Nord dai Tedeschi per la gravità delle sue ferite terminò il suo martirio l’8 maggio 1944”. Il consigliere Compagnoni propone, quindi, di portare all’ordine del giorno nella commissione Cultura la proposta di intitolare via Principe Umberto a Francesco Bruni , Martire della Libertà, affinché sia data dopo sessantadue anni piena attuazione alla delibera del Consiglio Comunale di Ceccano n° 91 del 16 novembre 1953 che aveva espresso un alto attestato di gratitudine al sacrificio del nostro concittadino che, appena diciannovenne, aveva combattuto nelle formazioni partigiane di Giustizia e Libertà, contro le forze nazi-fasciste per l’affermazione dei principi di libertà e di democrazia del nostro paese. La Redazione
