Gallinaro – Bambinello, ipotesi riciclaggio: indaga la Procura

Irene Mizzoni
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Non si esclude che possa esserci una presunta attività di riciclaggio dietro la scomunica dei seguaci del Bambino Gesù di Gallinaro in provincia di Frosinone ma con seguiaci e proseliti nelle province di Caserta, Napoli, Salerno e nel resto della Campania. La Procura della Repubblica di Cassino, infatti, da alcuni mesi sta indagando su almeno cinque persone che sarebbero ai vertici del movimento oggi rappresentato da Samuele Morcia. L’accusa formulata a carico dei soggetti, due uomini residenti nel Frusinate e tre nel Casertano, è quella di riciclaggio.

“Tutto è nato da una segnalazione che la Polizia di Stato del commissariato di Sora ha fatto a questi uffici – ha spiegato a Il Mattino, il dottor Luciano D’Emmanuele, Procuratore Capo che unitamente al Sostituto Procuratore Roberto Bulgarini Nomi sta seguendo personalmente l’inchiesta -. Sono stati raccolti tanti elementi che poi sono stati inseriti in un fascicolo. Lo stesso che in questi mesi si è arricchito di altri essenziali elementi individuati dalla Guardia di Finanza della tenenza di Sora e del Gruppo di Cassino. Elementi e tasselli che ci hanno portato ad iscrivere le cinque persone nel registro degli indagati”. Sulla movimentazione di danaro individuata dagli esperti delle Fiamme Gialle della città martire il magistrato non si pronuncia anche se i bene informati parlano di milioni di euro transitati su conti correnti anche esteri ed ora passati al setaccio. La vicenda giudiziaria quindi potrebbe essere una delle tante motivazioni che, nei giorni scorsi, hanno portato all’esclusione dalla comunità dei fedeli e dalla partecipazione ai sacramenti di tutti gli adepti al movimento. A prendere una simile decisione è stata la Congregazione per la dottrina della fede, ovvero l’ex Sant’Uffizio dopo che lo scorso 4 ottobre 2015 si è ha dato vita ad una propria chiesa denominata appunto “Chiesa cristiana universale della nuova Gerusalemme”. I seguaci di questa ‘setta’ avrebbero assunto posizioni e atteggiamenti contrari alla figura di Papa Francesco e in contrasto con la dottrina della Chiesa cattolica Al vescovo Antonazzo, responsabile della diocesi di Cassino-Sora-Pontecorvo in base a quanto previsto dal Codice di diritto canonico, è affidato il potere di rimettere la scomunica per quanti, ravveduti e pentiti, si confessino e non abbiano aderito con convinzione e formalmente al gruppo dichiarato scismatico e manifestino la volontà di abbandonarlo. Dal 2001 al 2013 Samuele Morcia, uno dei cinque indagati e genero della veggente Giuseppina ha ricevuto un regolare stipendio dalla Casa Serena del Bambino Gesù di Gallinaro, ovvero dall’associazione, che si dichiara apartitica e aconfessionale, senza fine di lucro (onlus) fondata proprio a febbraio 2001 con la finalità di realizzare a Gallinaro, nei pressi della cappella del Bambinello, una struttura ricettiva per tutti i pellegrini che frequentavano il luogo ritenuto sacro. Una sorta di Arca di Noe (come qualcuno la chiama vista anche la voluta forma data al tetto dell’edificio) che dovrebbe salvare i prescelti con l’avvento della (sempre annunciato come imminente) fine del mondo. Angela Nicoletti
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