Anagni – Speronamento in A1, sedici anni fa in quel tratto morì il finanziere Stanisci

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Il vice brigadiere della Guardia di Finanza, Mimmo Stanisci aveva solo 42 anni quando, nella notte tra il 2 ed il 3 aprile del 2000, rimase vittima di un terribile incidente stradale nello stesso punto dove l’altra notte hanno rischiato di morire i tre agenti di Polizia. Stesso chilometro, stessa inquietante dinamica per uno strano scherzo del destino.

Quella tremenda notte di sedici anni fa a scampare miracolosamente a quel groviglio di lamiere fu un altro finanziere, Giovanni Grossi, 32 anni di Sant’Elia Fiumerapido. Stanisci, in servizio presso la caserma di Porta Furba a Roma, insieme ad altri militari stava inseguendo lungo la corsia nord dell’A1 in territorio di Anagni, una macchina sospetta con a bordo – poi si scoprirà – dei trafficanti albanesi. Viaggiavano su una Passat Wolfswagen carica di droga e sigarette di contrabbando. Una soffiata aveva indotto lo speciale reparto delle Fiamme Gialle capitolino ad istituire quel servizio straordinario di sabato notte. Alla guida della vettura tedesca c’era un uomo di 30 anni, Fatmir Lica arrestato in provincia di Caserta poche ore dopo la morte di Stanisci. A inchiodarlo sarebbero state le impronte digitali, trovate sull’auto che aveva speronato l’alfetta cona bordo i finanzieri. Fatmir Lica venne braccato ad Aversa, dai militari della Guardia di Finanza di Frosinone. Il gruppo interforze era composto anche da baschi verdi di Roma e da agenti della Squadra Mobile di Caserta e Frosinone. Le sue impronte erano già state registrate perché l’anno precedente, a Serrone, era già stato arrestato dai carabinieri di Anagni, per ricettazione, oltraggio, resistenza e violenza. Lo avevano preso su un’ auto rubata, durante una delle sue trasferte dalla Campania. A firmare il mandato di arresto fu l’allora procuratore capo Ottavio Archidiacono. Ai funerali di Mimmo Stanisci, che lasciò moglie e tre figli piccoli, parteciparono il presidente della Repubblica Ciampi ed esponenti delle più alte cariche dello Stato. Nelle prime file, il presidente della Camera Violante, il ministro delle Finanze Visco, il direttore degli istituti di prevenzione e pena, Caselli, il comandante della Guardia di Finanza, Mosca Moschini, il capo della Polizia Masone. L’altra notte in quel tratto di autostrada, a distanza di tanti anni, un altro lutto e tanta disperazione sono stati allontanati per un caso. Angela Nicoletti
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