Parte la campagna di alcuni candidati contro i manifesti abusivi. In prima Fila Movimento 5 Stelle e Alatri in Comune
La campagna elettorale è appena partita ma già iniziano a spuntare i primi manifesti abusivi a soli due giorni dal lavoro delle commissioni elettorali e dai sorteggi per l’ordine delle liste. Ma non tutti i movimenti hanno la stessa sensibilità al tema. C’è chi non ne tiene conto e opera illegittimamente, c’è chi chiude un occhio sui propri candidati che appendono manifesti abusivi in giro, ma ci sono anche i movimenti che tengono a ribadire la propria adesione ai principi del rispetto delle regole e alla piena legittimità dell’operato e che, in questa occasione, lanciano lo slogan “Tu imbratti la città, io non ti voto”. Già da qualche settimana l’appello era stato lanciato sui social e sui mass media locali dall’esponente di Alatri in Comune e candidato consigliere, Giulio Rossi, che mediante i post denuncia di giorno in giorno con prove fotografiche chi trasgredisce, anche in linea con i principi del candidato sindaco che appoggia, Tarcisio Tarquini. Altro candidato, questa volta a sindaco, che sposa questo motto è Riccardo Gatta del Movimento 5 Stelle che tiene a ribadire come sia importante, non solo in campagna elettorale ma a maggior ragione in questo periodo, rispettare le regole e si rammarica per aver già visto i primi esempi di questa “bruttissima abitudine di imbrattare la città con manifesti elettorali illegali”. La legge in merito, infatti, parla chiaro: ogni movimento o lista ha il suo spazio sulle bacheche appositamente allestite dal Comune e tutte le altre affissioni fuori da quegli spazi sono abusive. Il candidato 5 stelle, tra l’altro, lancia una provocazione sottolineando che, rifiutando i 42 milioni di euro di rimborsi elettorali, il suo movimento non ha soldi da sprecare in manifesti se non quelli necessari, al contrario di altri candidati. Andrea Tagliaferri
