«Ero certo che Petrarcone non avrebbe rispettato gli accordi presi con Marino Fardelli e con tutta la squadra di cui faccio parte integrante e della quale sono tra i maggiori attivisti».
Niki Dragonetti esce allo scoperto e aggiunge: «Ecco perchè sono stato in silenzio fino ad ora ed ho aspettato. Io sono stato leale fino alla fine con Marino Fardelli e lo sono ancora. Questo si chiama essere seri e leali fino alla fine anche in politica. Petrarcone, al contrario, come tutti immaginavamo, non ha fatto altro che confermare di non rispettare gli impegni. Ha stretto la mano a Marino Fardelli, a tutti i candidati, ai coordinatori per poi venire meno ai suoi impegni con la squadra. Ma io ed altri sapevamo che avrebbe fatto cosi. Del resto disattendere gli accordi è un suo cavallo di battaglia. Lo ha fatto con i socialisti prima, con i centristi poi. Lo ha fatto per le nomine nel Cosilam e infine con il sottoscritto dopo aver firmato un documento. Che dire, le cose si commentano da sole. Alla luce di ciò mi sento libero da vincoli morali e sceglierò con serenità il futuro con la mia squadra». Quello di Niki Dragonetti è uno sfogo più che legittimo e appare sorprendente il silenzio di chi avrebbe dovuto difenderlo. Sul piano politico emerge una “doppiezza” che fa spavento. Alcuni esponenti del centrodestra vengono accolti a braccia aperte e senza fornire alcuna motivazione. Altri vengono ‘respinti’ sempre senza fornire motivazione. Perchè? E se le motivazioni non fossero politiche ci vorrebbe il coraggio di dirlo.
VV
