Cassino – Carenza di piogge, apertura degli impianti di irrigazione

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Per la prima volta il Consorzio di Bonifica Valle del Liri di Cassino ha anticipato l’avvio progressivo dell’apertura degli impianti di irrigazione, normalmente prevista per il 1 maggio di ogni anno.

Alla base dell’importante decisione, che arreca notevoli e determinanti vantaggi per i coltivatori e le imprese agricole, la inusuale carenza di piovosità di questo periodo. «Abbiamo provveduto ad avviare l’apertura progressiva dei vari impianti di irrigazione – dichiara il presidente Pasquale Ciacciarelli – perché l’eccezionale carenza di piovosità che stiamo registrando tra la fine della stagione invernale e questo primo mese di primavera, stava rischiando di compromettere irrimediabilmente le coltivazioni. Non a caso anche gli stessi consorziati, nei giorni scorsi, ci avevano sollecitato l’apertura anticipata degli impianti di irrigazione che sarà regolata sempre tenendo conto della reale piovosità comprensoriale». E la carenza di piogge, se dovesse verificarsi anche nei mesi successivi, è un problema con il quale bisognerà fare i conti, perché si associa alla forte siccità che ha già caratterizzato il nostro territorio anche nel periodo autunnale, con il conseguente impoverimento delle falde acquifere. Nel frattempo il Valle del Liri ha predisposto tutte le iniziative opportune per mitigare il rischio di esaurimento delle riserve idriche, primo fra tutti con il monitoraggio della estesa rete irrigua, per rintracciare e subito riparare eventuali perdite che si dovessero verificare lungo il percorso. Inoltre si sta procedendo all’ottimizzazione e razionalizzazione della fornitura irrigua al fine di evitare eventuali sprechi di acqua e per ridurre i costi di energia elettrica utilizzando, ove e quando possibile, la fornitura per gravità; in attesa della imminente entrata in funzione degli innovativi quattro impianti fotovoltaici installati sulle vasche di Piedimonte S. Germano, Olivella di S. Elia Fiumerapido, S. Ermete e Fontana Merola di Pontecorvo.
“Anche gli stessi consorziati – aggiunge Ciacciarelli – devono fare la loro parte contribuendo con un utilizzo oculato della risorsa acqua che, anche quest’anno, sarà monitorata qualitativamente con controlli e prelievi a campione che si affiancano a quelli che esegue normalmente anche l’Arpa Lazio. Se il nostro territorio può contare su un’agricoltura diffusa e di qualità, grazie alla quale possiamo vantare prodotti di eccellenza agroalimentare, come il Peperone pontecorvese Dop, il vino Cabernet DOC di Atina, il formaggio Pecorino di Picinisco DOP, il fagiolo cannellino di Atina e tanti altri, lo si deve anche alla qualità delle acque puntualmente fornite dal Valle del Liri ai coltivatori». (foto di repertorio)
VV
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