Con il referendum del prossimo 17 aprile, gli italiani sono chiamati ad esprimersi sull’abrogazione di una norma della legge attuale che fa salvi titoli abilitativi per la ricerca e la coltivazione di gas e petrolio entro le 12 miglia marine della costa italiana, senza alcun limite temporale. Martina Sperduti, Responsabile Nazionale SUAV – Fratelli d’Italia-AN, in una vota stampa dichiara: <Non man care all’appuntamento di Domenica 17 aprile perché il nostro mare è sovranità nazionale. Fermiamo le trivelle. Il futuro è tuo. Difendilo>.
<Voto sì perché – si legge nella nota – I permessi di ricerca e di coltivazione di idrocarburi, entro le 12 miglia, già rilasciati devono avere una scadenza certa. Voglio decidere io del futuro della mia Terra e non lasciare che lobby petrolifere e governanti affaristi lo facciano per me. Il “Bel Paese”, l’Italia, non è il paese delle trivelle. La nostra ricchezza sono l’ambiente, il territorio, i nostri monti e i nostri mari. Tutto il petrolio del mondo non vale il pericolo ambientale che potrebbero causare le trivelle in mare. Se si dovessero verificare incidenti con le piattaforme petrolifere nel Mediterraneo, che è una piccola conca, sarebbe un disastro senza precedenti. Anche estraendo tutto il petrolio che abbiamo saremmo sempre dipendenti dall’estero per il nostro approvvigionamento energetico. In Italia, c’è petrolio sufficiente per coprire 6/7 settimane e 6 mesi di gas in maniera autonoma. Non è vero che ci saranno contraccolpi per l’industria italiana. La situazione rimarrà immutata. Voglio lasciare ai miei figli il mare che mi hanno lasciato i miei padri>.
