“A Pastena abbiamo cercato di valorizzare la cultura, le tradizioni, la memoria storica del popolo fin dalle origini preistoriche e certo non potevamo trascurare le figure emergenti della comunità, coloro che hanno concluso con successo il percorso universitario. Per tale motivo abbiamo dato un riconoscimento pubblico ai neolaureati , Sarracino Francesco, Quirico Francesca, Apice Emanuele e De Felice Gessica che rappresentano con il loro sorriso la pagina nuova e vincente della storia della nostra comunità”. Il sindaco Arturo Gnesi commenta così l’iniziativa di un riconoscimento ai neo laureati di Pastena.
“Non c’è adulazione o plateale ruffianeria, ma il convincimento che il traguardo raggiunto dai nostri giovani è un punto di svolta per la loro vita e un motivo di orgoglio per le famiglie che hanno accompagnato e vigilato sulla loro crescita culturale e professionale. Il paese non può sottovalutare un patrimonio del genere che purtroppo rischia di essere perduto per la carenza di opportunità lavorative di cui il nostro territorio ha un triste primato” – continua il Sindaco. “Abbiamo vissuto questo evento con neo-laureati con la convinzione di avere accanto le strutture portanti della crescita etica e culturale del nostro paese, coloro che se matureranno un legame di amore per la propria terra e per la gente di appartenenza potranno anche cimentarsi nel duro compito del governo locale. Saranno una sorta di corpo diplomatico, “gli ambasciatori” di Pastena e avranno la responsabilità di dare dignità al paese e il compito di esercitare con un alto profilo deontologico il loro lavoro perché daranno implicitamente onore a tutta la nostra popolazione. Alla manifestazione ha partecipato il prof Mario Rolfo docente dell’Università di Tor Vergata che da alcuni anni sta effettuando le ricerche etno-antropologiche all’interno delle Grotte di Pastena e la preside prof.ssa Rita Cavallo. È stata sottolineato lo stile sobrio ed essenziale della manifestazione che deve essere utile anche ai rappresentanti delle istituzioni locali affinché attuino tutte le politiche necessarie volte ad abbattere le disuguaglianze sociali e i muri della discriminazione e della povertà per dare a tutti i giovani, uomini e donne , la possibilità di realizzare il sogno della loro vita. Il tema della lotta contro l’emarginazione sociale e la violenza sulle donne è stato il prologo alla festa del laureato con la presenza della scrittrice Palma Lavecchia che ha parlato del suo ultimo libro “Mi chiamo Beba”. Abbiamo rivolto l’invito – conclude – a non considerarsi al termine della corsa e che oltre la laurea e la scienza c’è la persona e la sua interiorità e può essere utile il pensiero di Khalil Gibran “Se desideri vedere la valli, sali sulla cima della montagna, se vuoi vedere la cima della montagna, sollevati fin sopra la nuvola, ma se cerchi di capire la nuvola , chiudi gli occhi e pensa.”
