La questione della gestione del servizio idrico è una bomba a orologeria pronta ad esplodere. L’acqua sta per bollire e vicino al fuoco troviamo un allarmato Carlo Maria D’Alessandro.
<E’ con enorme stupore che constato come con sempre maggiore insistenza si parli sui giornali di una imminente fusione di Acea Ato 5 con Acea Ato2 (Roma Sud), senza che i Sindaci ed i Sindacati abbiano mai preso in esame la pericolosità di una tale iniziativa per gli utenti della Provincia di Frosinone – ha tuonato il candidato sindaco della coalizione di centrodestra – Quale sia lo stato dei servizi erogati da Acea Ato 5 è sotto gli occhi di tutti gli utenti della nostra Provincia e forse anche di qualche Sindaco, ma quali saranno gli ulteriori danni che saranno prodotti ai nostri concittadini con tale fusione nessuno può neanche immaginarli se non per mera approssimazione. Fondere Acea Ato 5 con Acea Ato 2 significa trasformare ancora di più i cittadini della Provincia di Frosinone in sudditi della Provincia di Roma, come già successo con la Sanità, ma con effetti ancor più diffusi perché la sudditanza sanitaria viene constatata solo dai pazienti malati, mentre la sudditanza idrica riguarderà tutti i cittadini. L’interesse di Acea è quello di ridurre i costi di gestione delle due società, ma soprattutto mettere a disposizione di Roma le grandi risorse idriche di cui è ricca la Provincia di Frosinone, senza pagare alcun canone, peggio di quanto fatto dalla Campania con il Cassinate, atteso che almeno l’Acquedotto della Campania Occidentale un qualche canone lo paga al Comune di Cassino ed al Comune di Cervaro (ex Consorzio Aurunci)>. (foto di repertorio) Red. di Cassino
