Gilberta Palleschi, stimata insegnante di inglese di 57 anni, venne uccise barbaramente il 1 novembre del 2014 a Broccostella in località San Martino mentre faceva la sua solita passeggiata. Ad undici mesi esatti di distanza si va in aula. Il Gip del Tribunale di Cassino ha fissato la data del processo che sarà celebrato con il rito abbreviato.
Nella giornata di ieri il Giudice Lanna ha accolto la richiesta di rito abbreviato presentata dalla difesa di Antonio Palleschi, il muratore
43enne arrestato dai Carabinieri di Sora il 10 dicembre, che confessò l’efferato delitto e che accompagnò i Militari a Campoli Appennino nel luogo in cui gettò il corpo dell’ambasciatrice Unicef. Dovrà rispondere di omicidio volontario, occultamento e vilipendio del cadavere della povera Gilberta. Il processo sarà celebrato quindi con rito abbreviato il che prevede lo sconto di un terzo della pena. La famiglia di Gilberta fin da subito ha chiesto una giustizia esemplare, portando avanti numerose iniziative per tenere alta l’attenzione sull’atroce delitto. <Qualsiasi sentenza verrà emessa nei confronti dell’assassino, non ci restituirà mia sorella – commenta Roberto Palleschi – e l’ergastolo ci appaga ma solo in parte. Non posso proprio
accettare l’idea che tra 15 o 20 anni questo individuo torni a girare per la strada. Per me deve morire!>. Affermazioni forti dettate da un dolore immenso ed inconsolabile ma soprattutto dalla sete di giustizia piena. <Quando ho sentito in tv la notizia del rapinatore che aveva ucciso il gioielliere, ho sperato che anche Palleschi facesse altrettanto. Invece non ha avuto mai un minimo di rimorso di coscienza, di pentimento . Ho tanta rabbia – commenta la cognata di Gilberta, Giuliana – e la battaglia per la giustizia sarà dura. Io ho visionato 147 fotografie di
Gilberta, io ho visto come l’ha ridotta. Io vedo tutti i giorni mamma Elia che non riesce più a sorridere di nulla e vive con la maglia di Gilberta legata ad un braccio. Ebbene, l’ergastolo per questo mostro è anche poco!>.
Roberta Pugliesi
