Domenica rovente per una quarantenne proprietaria di un’attività nella Città dei Papi che dopo un anno decide di insultare le stesse persone che le hanno permesso di mandare avanti la struttura gestita insieme al marito.
A seguito di una dichiarazione offensiva a carico degli anagnini e della Ciociaria tutta, sul social network più gettonato del mondo, Facebook, l’altro giorno si è scatenata una guerra a colpi di battute nate da un sano patriottismo, puro amore nei confronti della propria terra. La protagonista certamente non applaudita di questa bagarre mediatica è una signora che, forse presa da raptus per il rovente caldo, scrive sul suo diario di Facebook delle considerazioni offensive e veri insulti a riguardo di Anagni, il paese che ha ospitato la sua attività per un anno. Subito esplode il malcontento tra i cittadini nipoti del famoso Bonifacio VIII, che non ci stanno ad essere apostrofati con epiteti pesanti. Mortificati nella terra, nel cibo e nell’educazione. Il tutto si sparge a macchia d’olio e la notizia arriva oltre i monti Ernici, toccando la capitale della Ciociaria, andando nei quattro angoli di tutto il basso Lazio. Ormai Facebook è diventato lo sfogo di tutti ma la signora ha fatto male i conti con la gente sanguigna e verace della Ciociaria. A2
