Macchie scure galleggianti tra le acque del fume Liri a Pontecorvo. Scatta l’allarme inquinamento mentre l’Arpa Lazio procede all’analisi dei liquidi per individuarne l’origine.
Brutto risveglio quello che hanno avuto i cittadini di Pontecorvo nella mattinata di ieri. Alcuni passanti hanno notato all’altezza del Ponte Vecchio qualcosa di strano nel fiume Liri. Macchie di colore scuro, infatti, galleggiavano sulle acque. Dopo i fatti dello scorso Luglio, quando fu scoperto proprio sotto ponte vecchio uno scolo di oli e combustibili per cui si rese necessario un intervento dei Vigili del Fuoco per bloccare la perdita, oggi torna il pericolo di inquinamento. Dopo l’allarme lanciato dai cittadini, sul posto sono immediatamente giunti i vigili urbani e gli agenti del Corpo Forestale dello Stato di Pontecorvo che hanno proceduto ad effettuare i rilievi. Anche l’Arpa Lazio è arrivata per prelevare campioni del liquido sui quali verranno effettuate scrupolose analisi per verificarne l’origine. Durante i controlli degli agenti della Polizia Locale è stato individuato un luogo che potrebbe essere il punto di immissione delle sostanze. Secondo le prime ipotesi potrebbero anche essere liquami di animali. I cittadini sono particolarmente indignati per uno spiacevole evento che si ripete di nuovo. In particolare le associazioni a tutela dell’ambiente chiedono che siano individuati e puniti i responsabili e che simili scempi non si verifichino più. Il Sindaco di Pontecorvo, tra i primi ad arrivare sul posto dopo le segnalazioni, ha dichiarato: “Ieri mattina ho ricevuto decine di chiamate dai cittadini della zona, con le quali mi segnalavano la strana presenza di schiuma e macchie di colore marrone nella acque del fiume Liri, per cui ho attivato la polizia locale e le altre forze dell’ordine, per cui adesso spetterà loro ricostruire l’accaduto e verificare se si è trattato di sversamenti illegali. Il compito dell’amministrazione comunale è di garantire il cittadino, rispondere alle esigenze e tutelare l’ambiente il resto spetta alla alla magistratura e alla polizia giudiziaria deputata per legge a fare le indagini”. Marta Ferrari
