Congresso PD – Il collettivo Schlein: “Congresso impantanato” e chiede di andare subito alla conta

Dario Facci
9 MIn Lettura
(di Dario Facci) “Ora basta, il tempo delle attese è finito, il PD provinciale vada al voto e torni a vivere”. A sbottare è il collettivo Parte da Noi, cioè la componente del partito più vicina alla segretaria, Elly Schlein. Il collettivo chiede di celebrare finalmente il congresso, di nuovo impantanato a circa due anni (!) dall’inizio delle operazioni.

Il collettivo dice anche che il congresso, prima bloccato, poi ripreso, poi sospeso ed ora impantanato “dentro dibattiti autoreferenziali” deve finire. Ma a chi lo chiedono gli Schlein? A Gianassi, cioè il commissario che la segretaria ha inviato a Frosinone per sbrogliare una matassa aggrovigliatissima e che, a conti fatti, non c’è riuscito. Perché allora dovrebbe riuscirci ora che le bocce sono ferme alla ricerca di un federatore che non stia con nessuno e che metta d’accordo tutti? Probabilmente perché il collettivo vede la fissazione delle date congressuali imposte dal commissario come l’unica possibilità di andare in qualche modo avanti. Vuol dire che la ricerca del federatore è fallita. Altrimenti perché uscire petto in fuori per chiedere il voto? Il collettivo conferma la scelta della candidatura di Migliorelli e la bontà dell’accordo con Area Dem. Viene da chiedersi però a chi si riferisce quando parla di “dibattiti autoreferenziali” se non anche agli alleati. E’ questo un ulteriore pennellata su un quadro di disgregazione che ormai è diventato esemplare. In negativo ovviamente. Altro elemento che fa riflettere non poco è l’aver ribadito, anche nella nota che pubblichiamo di seguito integralmente, che occorre costruire in fretta le alleanze poiché alle porte ci sono le Provinciali e in prospettiva non lontana le Comunali di Frosinone. Alleanze che, secondo il collettivo non possono prescindere dall’appartenenza all’area di centrosinistra. Non sono evidentemente d’accordo con il leader provinciale proprio di AreaDem che la politica delle alleanze, finalizzata alla possibilità di una vittoria, la vede obbligata a guardare intorno in modo ben più ampio del recinto del centrosinistra. Comunque sia la nota dei “Parte da Noi” è un sasso nello stagno. Quante onde causerà è da vedere. Di seguito la nota integrale del collettivo “Parte da Noi”: “Da un anno e mezzo il Partito Democratico della provincia di Frosinone attende di celebrare il Congresso. Una situazione che pesa per gli amministratori, i circoli, le iscritte e gli iscritti, elettrici ed elettori. Il congresso, prima promesso, poi bloccato, poi rinviato, poi sospeso, ora sembra di nuovo impantanato dentro dibattiti autoreferenziali. Questa vicenda ha congelato ogni confronto reale, trasformando il Partito in una macchina spenta mentre fuori il mondo corre velocissimo e la destra “regala” all’Italia una finanziaria che attacca i poveri per dare ai ricchi, facendo crescere solo le disuguaglianze ma non il Paese. Le ultime rilevazioni sulla nostra Provincia mostrano una qualità della vita che peggiora inesorabilmente. Davanti a una crisi industriale profonda, alla fuga costante dei più giovani che non vedono futuro, all’erosione dei diritti fondamentali e a liste d’attesa infinite, restare immobili rappresenta una responsabilità politica enorme. Come Collettivo “Parte da Noi” ribadiamo con forza che non esistono scorciatoie:  andare a congresso entro la fine dell’anno è un dovere e un atto di rispetto verso la nostra comunità politica. Serve un passaggio chiaro e trasparente, che dia finalmente al partito una guida legittimata e riconosciuta. Non ci interessano scontri o discussioni sterili o personali: vogliamo un confronto vero, aperto e costruttivo, nel rispetto di tutte le anime, capace di interrogare tutte e tutti su quale futuro vogliamo costruire insieme. Il PD di questa provincia non può più rinviare, non può più galleggiare. Ringraziamo l’ingente e complesso lavoro che il commissario Gianassi, nominato dalla segretaria Schlein, sta facendo in questi mesi e gli chiediamo di indicarci finalmente le date del voto, per permettere alle migliaia di persone che si sono iscritte al PD di esprimere la propria preferenza per il futuro. Noi abbiamo scelto da che parte stare. Sosteniamo convintamente Achille Migliorelli perché in lui riconosciamo l’energia, la visione e il coraggio che servono a risollevare un partito stanco e sfibrato, con troppi circoli abbandonati a sé stessi. Achille è un giovane di sinistra, preparato, capace di parlare alle nuove generazioni senza perdere il legame con la storia del centrosinistra. È un ponte fra ciò che siamo stati e ciò che dobbiamo tornare a essere. Se questa scelta sarà accolta da tutte le anime del Partito saremo felicissimi. Un’eventuale convergenza dovrà tenere conto non solo del peso delle forze in campo, ma soprattutto della necessità di introdurre una reale discontinuità rispetto al passato: dalla riapertura dei circoli chiusi negli ultimi anni, alle nuove proposte politiche e all’organizzazione di eventi e Feste dell’Unità, fino alla costruzione di alleanze chiare e identitarie in vista delle elezioni amministrative e provinciali. Come avevamo preannunciato, in questi mesi di tesseramento la nostra area politica si è radicata e rafforzata sul territorio. È ben evidente, ora più che mai, che pretendiamo il rispetto e il riconoscimento necessari. Facendo tesoro di questa esperienza, continueremo con determinazione nella costruzione di un luogo politico libero da vecchi condizionamenti, capace di rispondere alle esigenze di una sinistra contemporanea che non vive di tatticismo ma di risposte ai problemi reali. Inoltre, sottolineiamo con estremo piacere la costruzione di una stretta e proficua collaborazione con Area Dem nella provincia di Frosinone. Non una fusione a freddo, ma un progetto di condivisione politica: un patrimonio di rapporti umani e visione da salvaguardare. In questi mesi abbiamo visto cosa può succedere quando un centrosinistra moderno, aperto e coraggioso si rimette davvero in cammino. Prima la clamorosa vittoria di Cassino e poi quella di Ceccano lo hanno dimostrato: grazie a un modello politico che ha unito competenza, militanza identità le sfide possono essere vinte. Quei modelli non sono casi isolati: è una direzione, una lezione, una strada che l’intera provincia può percorrere, se il PD avrà il coraggio di imboccare quel sentiero. Guardando al futuro, comuni importanti come Pontecorvo nel 2026 e Frosinone nel 2027 vanno al voto e hanno bisogno immediatamente di un PD autorevole e capace di esprimere una linea chiara e una leadership riconosciuta. L’alternativa è regalare alla destra l’ennesima opportunità. Noi non intendiamo farlo. Per questo il tempo delle attese è finito: il PD provinciale deve tornare a vivere. E la strada per farlo parte da qui: dal voto, dal rinnovamento, da una nuova leadership capace di animare un cambio di passo sostanziale nelle scelte e nelle politiche del Partito Democratico, come avvenuto a livello nazionale con l’elezione di Elly Schlein che deve essere sempre più supportata, anche nei confronti di chi dentro e fuori dal partito non si fa sfuggire occasione per colpire. Non possiamo essere il partito del freno a mano tirato. Dobbiamo essere il partito che, coniugando umiltà e ambizione, costruisce un’alternativa alla peggiore destra: quella che specula sulle difficoltà e soffia sulle paure, senza fornire soluzioni concrete”.
Condividi questo articolo
Nessun commento