Una sala gremita, un’assemblea intensa e una partecipazione che non si vedeva da tempo. Il 27 ottobre le lavoratrici e i lavoratori del Comune di Frosinone si sono ritrovati per dire, con voce unanime, che così non si può più andare avanti: troppa incertezza, troppe regole cambiate all’improvviso, troppa distanza tra chi lavora ogni giorno negli uffici e chi dovrebbe guidare con equilibrio e rispetto.
L’incontro, promosso dalla FP CGIL Frosinone–Latina, è stato un momento di verità. Sono emersi problemi concreti, vissuti sulla pelle del personale: turni e orari gestiti in modo confuso, nuove diciture nei cartellini introdotte senza confronto, straordinari non chiariti, recuperi di ore decisi in modo rigido e spesso poco trasparente. Situazioni che creano tensione, disorientamento e, soprattutto, un senso di poca considerazione verso chi ogni giorno garantisce i servizi essenziali ai cittadini. Le lavoratrici e i lavoratori non chiedono privilegi, ma regole chiare, uguali per tutti e condivise. Chiedono di tornare a lavorare in un clima sereno, dove le decisioni si discutano prima e non dopo, dove il dialogo non sia un atto formale ma un modo di costruire insieme. La FP CGIL, raccogliendo questo mandato assembleare, ha chiesto all’Amministrazione un incontro entro 15 giorni per affrontare tutti i nodi aperti e ristabilire un percorso di collaborazione. “Non si può gestire il personale solo con circolari o con comunicazioni dall’alto — spiega la Segreteria Provinciale— serve un tavolo vero, dove si parli e si ascolti davvero. I lavoratori non vogliono scontri, vogliono chiarezza, rispetto e dignità”. Pur nella fermezza delle richieste, la FP CGIL accoglie positivamente l’integrazione del Fondo del salario accessorio attraverso il Decreto P.A. (D.L. n. 25/2025), segno di un’attenzione che può rappresentare l’inizio di un dialogo nuovo. Ma il sindacato ribadisce con forza: nessuna somma deve essere già decisa prima del confronto, perché il rispetto delle persone passa anche dalla trasparenza delle scelte. Tra i temi più sentiti anche la necessità di fare chiarezza sull’utilizzo del personale formato ai sensi della Legge 81/2008 e il suo utilizzo: “La sicurezza non è un optional e la formazione non può essere piegata a esigenze estranee al servizio pubblico”, ricorda la FP CGIL. Infine, il sindacato chiede la creazione di un Organismo Paritetico permanente, previsto dal CCNL, che diventi un luogo stabile di ascolto, monitoraggio e prevenzione delle criticità, nell’interesse del personale e della cittadinanza. L’obiettivo è uno solo: ricostruire fiducia e normalità in un clima di collaborazione vera. Perché dietro ogni pratica, ogni servizio, ogni ufficio comunale, ci sono persone — e le persone, quando si sentono ascoltate, rendono migliore anche il lavoro di tutti.
