Dopo la condanna a undici anni e 9 mesi con l’accusa di violenza sessuale, per Claudio Marini (foto) registra ciociaro di 53 anni, arriva un’altra pesante tegola sulla testa. Nei giorni scorsi, infatti, l’uomo è stato condannato a sei anni e mezzo di reclusione sempre per lo stesso reato.
A puntare l’indice sul regista frusinate una aspirante attrice originaria di Viterbo e che all’epoca dei fatti aveva venti anni. Secondo quanto emerso dalle indagini Marini aveva fissato un provino in un MC Donald’s della capitale, all’interno di questo locale si dovevano girare scene d’amore. Poi però ritenendo che il fast food non fosse un luogo consono per insegnarle la parte, aveva proposto alla giovane di spostare il casting nella sua abitazione. L’aspirante attrice, ignara di quelle che erano le vere intenzioni del regista, aveva accettato l’invito. Ma una volta arrivata nell’appartamento del 53enne, con la scusa di mostrarle come avrebbe dovuto recitare la parte della donna passionale avrebbe abusato della ragazza. Il modus operandi era sempre lo stesso per il quale Alex Belli, così si faceva chiamare negli ambienti dello spettacolo nel 2023, è stato condannato in un altro processo. Nel 2019 attraverso annunci pubblicati su internet l’uomo avrebbe adescato numerose ragazze che aspiravano a diventare attrici nel mondo del cinema. A coloro che si erano mostrate interessate aveva assicurato che sarebbero state sottoposte a dei provini. Ma invece era tutto un bluff. Ben dodici le giovani che lo hanno denunciato per violenza sessuale. Molte di queste hanno raccontato degli abusi subìti dal regista anche sui social. A detta di una delle malcapitate “Alex Belli” giocava molto sui suoi sogni di ragazzina . Invece lei che aveva sempre sognato di trovarsi un giorno davanti alla macchina da presa si era ritrovata nel letto di quella persona che continuava a dirle che voleva soltanto insegnarle bene la parte da recitare. A seguito di tutte quelle denunce Marini era stato arrestato e recluso per ben sei mesi nel carcere di Regina Coeli. Nel gennaio del 2023 era tornato libero per decorrenza dei termini processuali. Per la cronaca va detto che all’epoca il pm aveva chiesto nove anni di reclusione. Ma i giudici della quinta sezione del Tribunale di Roma hanno aumentato la pena oltre che ad escluderlo dai pubblici uffici. L’uomo, al momento è ancora libero perché la sentenza non è passata ancora in giudicato. Mar. Ming.
