Roma – Medico ai domiciliari dopo essere stato sorpreso a operare in un appartamento al Quadraro

Irene Mizzoni
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Un medico, già sospeso dall’esercizio della professione, è stato posto agli arresti domiciliari dopo essere stato colto in flagrante dai Carabinieri del NAS (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità) mentre eseguiva un intervento di otoplastica illegale in un’abitazione privata a Roma, nel quartiere Quadraro.

Il provvedimento più recente, scaturito da una complessa indagine condotta dai Carabinieri del NAS e dal Sostituto Procuratore Eleonora Fini, mira a interrompere le attività illecite e pericolose del medico. Il professionista era già colpito da un provvedimento giudiziario di sospensione dall’esercizio della professione medica. Tuttavia, solo pochi giorni fa, le autorità lo hanno scoperto in un appartamento abitato da sudamericani, con attrezzatura chirurgica completa e intento a praticare un intervento di otoplastica. Il medico è anche indagato dalla Procura di Roma in relazione alla morte di una donna, avvenuta a seguito di complicazioni per un intervento di liposuzione da lui eseguito. La scoperta dei Carabinieri ha dipinto un quadro scioccante: il medico è stato trovato a operare in una “sala operatoria” improvvisata all’interno di una camera da letto. La stanza era tutt’altro che sterile, con scarpe, vestiti e vari detriti sparsi. Ad aggravare le condizioni antigieniche, due cani residenti avrebbero circolato liberamente nella stessa area. Le riprese effettuate sul posto mostrerebbero il medico, assistito da un’infermiera in pensione, indossando camici da lavoro e con gli strumenti in mano, mentre eseguiva l’otoplastica su una giovane sudamericana. La paziente era distesa su un lettino di fortuna. I medici del pronto soccorso del Policlinico Casilino hanno successivamente confermato che il medico aveva già somministrato dosi di anestetico locale alla paziente. Le “gravi e pesanti evidenze probatorie” raccolte dai militari hanno consentito all’Autorità Giudiziaria di emettere la misura cautelare per violenza privata, sottolineando la serietà delle accuse e il percepito pericolo derivante dalle continue attività illecite del medico.
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