Si è tenuto ieri sera in piazza Innocenzo III, un evento toccante per commemorare il giudice Paolo Borsellino ucciso, in un attentato dinamitardo con gli agenti della sua scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, nella strage di via D’Amelio il 19 luglio 1992.

L’evento, dal titolo evocativo “Il mistero dell’agenda rossa”, ha rappresentato un’intensa serata di memoria, teatro e impegno civile, inserita nel programma del Fuori Festival 2025.
A presentare la serata, con sensibilità e professionalità, il giornalista Stefano Raucci. L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla notaio Paola Di Rosa e dall’assessore alla Cultura Carlo Marino, che hanno inteso non solo ricordare una delle pagine più drammatiche della storia repubblicana, ma anche rilanciare l’impegno verso la cultura della legalità.
Particolarmente emozionante è stato il monologo teatrale “Cronaca di una morte annunciata”, interpretato da Lucia Salfa: un momento di forte impatto emotivo, che ha permesso al pubblico di rivivere, attraverso l’arte, la tensione e il dolore di quei giorni, ma anche il coraggio e la determinazione di chi ha

lottato per la giustizia.
Numerose le figure istituzionali e giuridiche intervenute. Oltre al sindaco Daniele Natalia e all’assessore Carlo Marino, erano presenti il magistrato Alfonso Sabella, il notaio Paola Di Rosa e il senatore Giorgio Salvitti, segretario della Commissione parlamentare antimafia.

Il dottor Alfonso Sabella, già sostituto procuratore del pool antimafia di Palermo di Gian Carlo Caselli e noto per il suo impegno nella lotta alla criminalità organizzata, ha condiviso un toccante intervento sul suo passato in magistratura e sulla figura di Borsellino. Ha ricordato le ombre ancora fitte che circondano la scomparsa della celebre agenda rossa, sparita misteriosamente subito dopo l’esplosione, pur essendo stata ritrovata intatta la borsa del giudice. L’assessore Carlo Marino ha sottolineato come quell’agenda sia diventata un simbolo delle verità negate,

mentre il sindaco Daniele Natalia ha ribadito l’importanza di mantenere viva la memoria per costruire un futuro fondato sulla legalità, in particolare tra le nuove generazioni. Il senatore Giorgio Salvitti ha infine ribadito che la ricerca della verità sulla morte di Paolo Borsellino e della sua scorta non ha colori politici, ma deve essere un impegno condiviso da tutte le forze democratiche.
L’iniziativa non è stata soltanto una commemorazione, ma un vero e proprio richiamo collettivo alla responsabilità civile. Un momento per ribadire che il sacrificio di uomini come Falcone e Borsellino non deve mai essere dimenticato, né ridotto a un ricordo rituale. In un tempo in cui la memoria rischia di affievolirsi, Anagni ha scelto ancora una volta da che parte stare: dalla parte della giustizia, della trasparenza, della verità.
Anna Ammanniti