In occasione della festa provinciale delle Acli che si è svolta sabato 14 giugno presso il Palazzo ducale di Atina è stato presentato dal prof. Lucio Meglio il tanto atteso Report sugli Indicatori di Sviluppo Locale relativi ai territori di due Comunità Montane della provincia di Frosinone: XV Valle del Liri e XVI Monti Ausoni – Pico.
La ricerca, commissionata all’Università di Cassino (Dipartimento di Scienze Umane, Sociali e della Salute) lo scorso anno dagli Enti guidati dalla dr.ssa Rosella Chiusaroli e dal dr. Francesco Piccirilli, è il frutto di un’attenta analisi quantitativa condotta dall’Osservatorio per le politiche di sviluppo locale diretto dal prof. Meglio, con la collaborazione metodologica del prof. Pasquale Pavone dell’UniPegaso. Il report, utilizzando la tecnica delle Componenti Principali (PCA, Principal Component Analysis), ha analizzato una serie di indicatori chiave riguardanti le dimensioni dello sviluppo locale quali: benessere economico, qualità della vita, infrastrutture, accessibilità, occupazione, popolazione e sostenibilità ambientale. Queste variabili sono state in seguito utilizzate come input per una cluster analysis gerarchica, che ha permesso di classificare i comuni italiani in 3 macro gruppi e, al loro interno, in 8 micro gruppi. A questo punto i risultati della classificazione sono stati utilizzati per posizionare il territorio del XV e XVI Comunità Montana nel panorama nazionale, fornendo una visione complessiva del livello di sviluppo di queste aree ed evidenziandone le specificità in relazione ai gruppi individuati. I risultati mostrano che, sebbene permangano alcuni comuni quali Sora, Roccasecca e Piedimonte S. Germano che si collocano nel gruppo delle aree manufatturiere con una componente lavorativa discretamente radicata, 15 comuni si inseriscono nel gruppo delle aree terziarie marginali (Broccostella, Castelliri, Isola del Liri, Arpino, Fontana Liri, Santopadre, Rocca D’Arce, Arce, Colfelice, Pico, Pontecorvo, Castrocielo, S. Elia, Cervaro, S. Vittore, Villa S. Lucia) e 5 nelle aree fragili e marginali (Colle S. Magno, Terelle, Falvaterra, S. Giovanni Incarico, Pastena). Tra i dati che meritano particolare attenzione si segnalano: • Basso indice di accessibilità ai trasporti (ferroviari e aeroporti); • Scarsa incidenza delle presenze turistiche sull’economia locale; • Alto tasso di motorizzazione con alta emissione inquinante; • Bassa quota di occupati in alberghi e ristorazione; • Alto tasso migratorio e di mortalità. Siamo consapevoli che questi dati non sono quelli che speravamo di presentare soprattutto dopo anni di dibattito sul tema dello sviluppo locale – ha dichiarato il responsabile scientifico del report prof. Meglio – Ma questo report non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza per una profonda riflessione e per l’elaborazione di strategie efficaci. Dobbiamo affrontare con pragmatismo le sfide che emergono e lavorare in rete per invertire queste tendenze. Ringrazio le due Comunità Montane per aver richiesto tale report creando una azione sinergica tra Ateneo e territorio. Fonte: Osservatorio per le aree interne e le politiche di sviluppo locale – Unicas
