Una vicenda che sembrava chiusa con la prescrizione si è invece conclusa con una vittoria per due risparmiatrici ciociare. Il Giudice di Pace di Frosinone ha condannato Poste Italiane al pagamento dell’importo di un Buono Fruttifero Postale scaduto, oltre interessi e spese legali, accogliendo il ricorso promosso dall’avvocato Claudio Pizzotti del Foro di Frosinone.
Le due donne si erano viste negare il rimborso del titolo, in quanto – secondo Poste – era decorso il termine di prescrizione previsto dalla normativa. Tuttavia, il buono non riportava alcuna indicazione né sulla serie né sulla data di scadenza, rendendo impossibile per le sottoscrittrici conoscere il termine effettivo del diritto al rimborso. Nel ricorso si è evidenziato come, al momento della sottoscrizione, non fosse stato fornito alcun materiale informativo e come ciò avesse impedito alle risparmiatrici di essere consapevoli della reale durata del buono. Il Giudice ha ritenuto fondate le doglianze, sottolineando l’importanza della trasparenza e dell’informazione nei rapporti tra cliente e istituto emittente. La decisione rappresenta un precedente importante in tema di tutela del risparmio e di correttezza dell’informazione finanziaria, in particolare nei confronti di strumenti come i buoni fruttiferi postali, ancora oggi molto diffusi tra i piccoli risparmiatori.
