Nel comunicato a cura del consigliere comunale, Luca Santovincenzo, (Capogruppo LiberAnagni) si evince l’ennesimo sacrifico del verde a favore del cemento.
“Chi ha dato mandato all’amministrazione Natalia-Cardinali-Tuffi per cancellare la storia e il paesaggio di Anagni? È questa la domanda che molti cittadini iniziano a porsi, di fronte a un susseguirsi di interventi urbanistici che sembrano ignorare non solo la memoria della città, ma anche il senso comune. Tutto parte da una richiesta semplice e legittima: la riapertura del parco del Convitto Regina Margherita, avanzata dai ragazzi del Consiglio Comunale dei Giovani. Una richiesta che meritava ascolto e rispetto. Invece, la risposta della giunta è stata sorprendente: eliminare il parco, abbattere un filare storico di platani e tigli su Viale Matteotti, e sostituire tutto con parcheggi. Un altro pezzo di storia sacrificato sull’altare dell’improvvisazione. Dopo il giardino del centro Caritas, il cemento al parco della Rimembranza e i progetti su San Filippo, si profila ora un progetto ancor più drammatico: un parcheggio sul colle della cattedrale, cuore identitario e spirituale della città. “Ma qualcuno ha mai mostrato questi progetti agli anagnini? Che ne pensano le forze che si candidano a rappresentare il futuro – Anagni in Movimento, SiAmo Anagni, Anagni Futura? Nei loro programmi, che spazio ha la difesa del paesaggio urbano e della partecipazione democratica?”. “Siamo all’ottavo anno di mandato e l’amministrazione sembra agire “a vista”, tentando ora di accelerare su opere da inaugurare in fretta, spesso senza una vera strategia. Si improvvisa, si spendono soldi pubblici senza ascoltare né confrontarsi con i cittadini. E quando le proposte alternative ci sono – come un parcheggio interrato sotto il vicino campo sportivo per salvare l’area verde dell’INPS – vengono ignorate. Il metodo è sempre lo stesso: escludere il dibattito, forzare la mano, procedere con gli espropri, arrivando a colpire anche la proprietà privata senza le dovute garanzie di trasparenza e rispetto. È un agire che contrasta con i più elementari principi di buona amministrazione, e che viola anche la Legge 10/2013, che impone agli enti pubblici il censimento, la tutela, la pianificazione e la manutenzione del verde urbano per migliorare la qualità della vita. Dopo aver mancato l’occasione del Giubileo, questa amministrazione rischia di perdere anche quella del futuro. E nel frattempo, compromette gravemente la vivibilità della città e il suo patrimonio. LiberAnagni si opporrà con forza. Ci appelleremo alle Autorità competenti e, soprattutto, ci appelliamo agli anagnini: difendiamo insieme l’identità della nostra città. Se andranno avanti, noi ripareremo. Perché una città viva si difende. E si ricostruisce”. Anna Ammanniti
