Traffico paralizzato lungo la tangenziale Schito–Colle d’Arte: l’asfalto si rifà, ma la pazienza si consuma. Una coda lunghissima, motori accesi e clacson impazziti: è questo lo scenario surreale che si è presentato ancora una volta questa mattina lungo la tangenziale Schito–Colle d’Arte, dove i lavori di rifacimento dell’asfalto hanno trasformato un’arteria strategica in un incubo quotidiano per migliaia di automobilisti.

I disagi non sono una novità, ma oggi si è raggiunto il paradosso: auto bloccate fino al PalaPolsinelli in via Ruscitto da un lato, e dall’altro incolonnamenti che arrivano oltre l’autosalone Saidi. Sul lato opposto, il serpentone di lamiere arriva addirittura fino a Broccostella. Il tutto, per colpa di una regolazione del traffico affidata manualmente agli operai del cantiere, i quali tentano alla meno peggio di gestire un flusso veicolare completamente fuori controllo. L’ordinanza che regola questi lavori è stata prorogata fino al 31 maggio, il che significa che il calvario andrà avanti ancora per settimane. Ma la domanda che si pongono tutti è: è mai possibile che non si sia pensato a un piano alternativo? Ma effettuare i lavori nelle ore serali, come avviene nella gran parte delle città? Intanto, mentre si rifà l’asfalto, si distrugge la routine di chi lavora, di chi trasporta merci, di chi ogni giorno si sposta per necessità. Camionisti esasperati, conducenti di pullman costretti a improvvisare percorsi alternativi tra le campagne, pendolari che accumulano minuti (e ore) di ritardo in ufficio: “un intero territorio ostaggio dell’approssimazione logistica”, lamentano in tanti. “È inaccettabile che si continui a procedere come se il tempo e la pazienza dei cittadini non contassero nulla. Si rifaccia pure l’asfalto, nessuno nega la necessità di manutenzione. Ma non a scapito della vivibilità. Non a costo di paralizzare un’intera zona senza uno straccio di strategia. Perché qui, a essere asfaltati, non sono solo le strade. Ma anche i diritti e la dignità di chi le percorre”, si sfoga un altro.
Rob. Pugl.