PD – La Direzione s’infrange su Frosinone

Dario Facci
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(di Dario Facci) Aperta e chiusa, praticamente saltata la riunione della Direzione regionale di ieri del Partito Democratico. Una riunione tecnica di un partito completamente ripiegato su se stesso che non trova più spazio per produrre strategie e piattaforme politiche e forse neanche più un’opinione coesa, per aggrovigliarsi in meccanismi, regolamenti e cavilli che possano determinare il dominio di questa o quella squadra. Un impero in sfacelo.

Così la Direzione convocata per decidere un regolamento congressuale nuovo si è subito inceppata sulla battaglia delle battaglie, udite udite, quella della segreteria provinciale di Frosinone o meglio, la vicenda del congresso provinciale che passerà alla storia per essere un caso di scuola su come non deve essere un partito politico. Senza ripercorrere la triste storia di questo sventurato e mai nato congresso provinciale, erano circolate ieri le voci che davano in imminente nomina il commissario ad acta che dovrebbe arrivare proprio a Frosinone per tentare di risolvere l’inestricabile lotta tra il presidente regionale del partito, Francesco De Angelis e la consigliera regionale Sara Battisti, quest’ultima fresca dell’innegabile successo per il varo della proposta di legge popolare sull’assistenza sanitaria per i disturbi mentali che l’ha vista prima firmataria e che impegna l’intero partito per la raccolta di firme. Commissario o no la replica odierna della Direzione regionale, che vedrà la proposta di emendamenti certamente contrapposti al già famigerato regolamento proposto dal segretario Leodori, a meno di improvvisi ravvedimenti e fulminazioni distribuite dal Bergoglio che è nei cieli, potrebbe sortire un’altra cocente messa in scena dei dissapori. Per usare un eufemismo. Non che al popolo tutto ciò possa interessare un granché. Infatti se ne infischia sempre più di quel che fa il PD.
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