Anagni – Il fallimento silenzioso del bike sharing: la denuncia del movimento Difendi Anagni

chiaro13
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“Restituire al mondo l’immagine di una città accogliente e vivibile”. Con queste parole, pubblicate sulla pagina Facebook ufficiale del sindaco Daniele Natalia, si apriva qualche anno fa l’ambizioso progetto di bike sharing ad Anagni: un’iniziativa definita dallo stesso primo cittadino come “la prima della provincia”, un progetto moderno e sostenibile pensato per decongestionare il traffico del centro storico attraverso l’uso di biciclette elettriche a noleggio.

Eppure, oggi, quel progetto che doveva rappresentare un esempio virtuoso di mobilità urbana è sparito nel nulla. A denunciarlo è il movimento politico Difendi Anagni, che punta il dito contro l’amministrazione comunale per la gestione fallimentare dell’iniziativa. “La realtà, si legge nella nota del movimento, è che lo spiazzo che doveva ospitare il servizio è oggi ridotto a semplice area di raccolta rifiuti. Non solo le biciclette sono sparite, ma i cittadini hanno perso anche preziosi posti auto, che nel frattempo sono diventati a pagamento. Perché, si sa, ad Anagni i parcheggi gratuiti sembrano un’utopia”. Ma non è solo una questione di spazi sottratti. Difendi Anagni chiede chiarezza anche sul destino delle bici elettriche, un investimento costato 100mila euro di fondi pubblici: “Che fine hanno fatto quei mezzi? Sono state avviate indagini per il furto degli apparati di ricarica? E con tutte le telecamere installate in città, è possibile che nessuno sia stato individuato?” Il movimento promette di portare la questione nelle sedi opportune, chiedendo conto di una vicenda che, oltre a rappresentare uno spreco di denaro pubblico, segna una profonda distanza tra le promesse politiche e la realtà vissuta dai cittadini. E conclude con amarezza: “Altro che città accogliente e vivibile: qui si promette futuro e si consegna degrado”. Anna Ammanniti
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