(Di Dario Facci) Qualche giorno per digerire la classifica della ricchezza degli italiani che, per il secondo anno consecutivo, getta all’inferno la provincia di Frosinone. Giorni inutili, poiché le reazioni del mondo politico e della classe dirigente del territorio in generale, sono non pervenute.
Tutto come se fosse normale per un territorio che vanta, nonostante tutto, ancora un patrimonio manufatturiero molto importante, veder veleggiare le famiglie che compongono la sua popolazione tra le infime posizioni dello Stivale. L’istituto Tagliacarne, infatti, ha dato conto dell’indagine commissionata da Unioncamere che analizza il reddito medio dei cittadini e li confronta in una classifica per Province. Ebbene la provincia di Frosinone si è confermata tra le più povere d’Italia e compare al 102esimo posto su 107 posizioni. Il reddito medio alle latitudini ciociare è appena di 15.358,18 euro a famiglia. Tra gli ultimi d’Italia e ovviamente ultimissimo nel Lazio. Nella regione ovviamente vince Roma che si piazza all’11esimo posto in Italia con 25.507,93 euro. Poi troviamo Viterbo, 72esima con 18.872,10 euro. Segue Latina, 75esima con 18.033,79 euro); poi Rieti, 89esima a livello nazionale con 16.619,08 euro. Come si vede la provincia di Frosinone è distaccata di molto. Una situazione drammatica. A peggiorare (se possibile) la situazione, è il dato in crescita a livello nazionale. Il reddito medio familiare è cresciuto di circa l’11%. Ovviamente al nord il dato è più alto e al sud più basso di alcuni punti. Frosinone, tra le ultime province del sud pur facendo parte del centro Italia, contribuisce in modo robusto a livellare in basso la performance dei più sfortunati. Insomma un territorio che, a partire dai suoi decisori istituzionali ed economici, consegna ancora una volta alle cronache un encefalogramma piatto, completamente sconfortato o, peggio, incapace, di reagire in qualche modo a un andamento mortale.
