Il Lazio si posiziona al 4° posto nella classifica del Welfare Italia Index 2024, migliorando di una posizione rispetto al 2023.
Il dato emerge dalle classifiche del “Welfare Italia Index 2024” – strumento di monitoraggio che prende in considerazione gli ambiti di politiche sociali, sanità, previdenza e formazione e consente di identificare, a livello regionale, i punti di forza e le aree di criticità in cui è necessario intervenire – realizzato da “Welfare, Italia”, Think Tank nato su iniziativa del Gruppo Unipol in collaborazione con The European House – Ambrosetti (TEHA).
Il Welfare Italia Index viene presentato analiticamente all’interno del Rapporto Annuale del Think Tank “Welfare, Italia”, disponibile sul sito di Welfare Italia.
Il Welfare Italia Index è basato su 22 Key Performance Indicator che misurano dimensioni di input (ovvero indicatori di spesa – pubblica e privata – in welfare che raffigurano quante risorse sono allocate in un determinato territorio: ad esempio l’ammontare allocato tramite Fondo Sanitario Nazionale rapportato sul totale della popolazione regionale o l’assegno pensionistico medio mensile degli over 65) e dimensione di output (ovvero indicatori strutturali che rappresentano il contesto socio-economico in cui si inserisce la spesa in welfare: ad esempio il tasso di disoccupazione o la quota di famiglie in povertà).
Indicatori di spesa
Per quanto riguarda gli indicatori di spesa, ovvero le risorse economiche investite nel welfare, il Lazio ottiene complessivamente un punteggio di 80,4 che gli consente di salire in seconda posizione. Una performance che migliora rispetto all’anno precedente, quando la Regione occupava il quarto posto.
In continuità rispetto al 2023, il Lazio mantiene il 1° posto in classifica sia in termini di contributi sociali riscossi dagli enti di previdenza, (17,1% del PIL regionale rispetto al 14,3% della media nazionale), sia in termini di contributo medio in forme pensionistiche integrative con un 8,9% del reddito medio, contro il 7,8% di media italiana.
La Regione è al 3° posto per spesa media regionale per utente fruitore degli asili nido, con 12.091 euro rispetto agli 8.057 euro di media nazionale.
I 602 euro di importo medio dell’Assegno di inclusione rispetto ai 618 euro di media italiana fanno guadagnare al Lazio il 5° posto nella classifica.
In tema di istruzione, infine, il Lazio si trova tuttavia nelle zone basse del ranking: occupa, infatti, il 15° posto per spesa pubblica per consumi finali per l’istruzione e la formazione (3,2% del PIL regionale rispetto al 3,6% della media nazionale).
Indicatori strutturali
Il Lazio occupa il 9° posto in termini di indicatori strutturali, ovvero indicatori relativi all’efficienza della spesa in welfare, e, pur trovandosi a metà classifica tra le regioni italiane, fa registrare un leggero miglioramento rispetto alla 10° posizione occupata l’anno precedente.
Ottime le performance registrate da diversi indicatori: su tutti, il 2° posto della Regione in termini di minor incidenza della povertà relativa familiare, con il 5,2% rispetto alla media nazionale del 10,1%, così come il 2° posto in classifica per quanto riguarda il minor tasso di dispersione scolastica (6,1% rispetto alla media nazionale del 10,5%), categoria che vede la Regione scalare ben tre posizioni rispetto allo scorso anno.
Il Lazio perde, invece, una posizione per quanto riguarda i posti asilo nido autorizzati ogni 100 bambini tra 0 e 2 anni, con 35,2 posti rispetto al valore medio nazionale di 26,1, andando ad occupare il 5° posto.
La Regione occupa il 4° posto per numero di pensionati ogni 100 abitanti, risultando così tra le regioni con la più bassa incidenza: sono quasi uno ogni quattro abitanti (24,7 contro una media nazionale di 26,7).
Per contro, occupa il 13° posto in diverse categorie: tasso di disoccupazione della popolazione con più di 15 anni, pari al 7,2% rispetto alla media nazionale del 7,7%; quota di giovani NEET (ragazzi tra i 15 e i 34 anni che né studiano né lavorano – Not in Education, Employment or Training) con il 15,4% rispetto al 18% nazionale; tasso di part-time femminile involontario (lavoratrici che dichiarano di avere accettato un lavoro part-time in assenza di opportunità di lavoro a tempo pieno), con il 18% rispetto alla media nazionale del 15,6%.
Il Lazio si posiziona al 16° posto per tasso di partecipazione a forme pensionistiche complementari, con il 31% di lavoratori che hanno sottoscritto una forma previdenziale integrativa, rispetto al 36,9% di media nazionale.
Infine, parlando di sanità, il Lazio occupa il 6° posto per efficacia, efficienza e appropriatezza dell’offerta sanitaria e l’8° posto per stato di salute della popolazione.