IL CASO – Una data fissa per la Pasqua: il Papa dice sì, gli Ortodossi frenano

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(di Cesidio Vano) La disponibilità della Chiesa di Roma ad accettare “la data che tutti vogliono fare” per celebrare la Pasqua è arrivata da Papa Francesco con l’omelia pronunciata a fine gennaio in occasione della conclusione della 58esima Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani sul tema “Credi tu questo?”, alla presenza dei rappresentanti delle altre Chiese e comunità ecclesiali presenti a Roma.

La Chiesa Ortodossa ha lanciato per il momento timidi segnali, auspicando che la questione venga sì affrontata ma il futuro, magari passando per un “concilio pan-ortodosso, con la partecipazione di tutte le Chiese ortodosse sorelle”. Il Santo Padre ha fatto notare che quest’anno, quando ricorre il 1.700esimo anniversario del Concilio di Nicea “provvidenzialmente”, la Pasqua sarà celebrata nello stesso giorno da cattolici e ortodossi (o comunque dalle Chiese cattoliche di rito orientale). Proprio con il Concilio di Nicea, infatti, primo concilio ecumenico cristiano del 325, venne stabilito che per i cattolici la Pasqua si festeggiasse la prima domenica dopo il plenilunio successivo all’equinozio di primavera. Ed è la Pasqua che funge da “bussola” per tutte le altre feste, dall’inizio della Quaresima, a Pentecoste ed Ascensione. Per la altre Chiese cristiane non è così. Citando questa straordinaria unione di ricorrenze, il Papa ha rinnovato l’appello affinché “questa coincidenza serva da richiamo a tutti i cristiani a compiere un passo decisivo verso l’unità, intorno a una data comune per la Pasqua”. Ed ha aggiunto: “La Chiesa cattolica è disposta ad accettare la data che tutti vogliono fare”. I cattolici di rito latino utilizzano il calendario gregoriano, mentre ad Oriente si è mantenuta la tradizione di calcolare i tempi secondo il calendario giuliano. Il calendario giuliano è “sfalsato” rispetto a quello voluto da papa Gregorio XIII, tanto è vero che quando venne adottato, nel 1582, si saltarono direttamente dieci giorni: quelli dal 5 al 14 ottobre che in quell’anno non sono mai esistiti, si riallinearono così le date del calendario alla data all’orbita terrestre. Per questo motivo, i cattolici di rito latino celebrano la Pasqua in giornate differenti. Altre diversità ci sono poi anche per altre feste: ci sono orientali che hanno deciso di celebrare insieme al rito latino le feste a calendario fisso, come il Natale, e altri che hanno mantenuto anche per il Natale la datazione giuliana facendolo cadere, così, il 7 gennaio. Il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo, parlando al Palazzo d’Europa a Strasburgo in occasione dell’apertura dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, ha sottolineato: “I recenti scambi tra le Chiese di Roma e Costantinopoli hanno portato a relazioni ecclesiastiche più strette. Il Patriarcato Ecumenico è ugualmente impegnato a promuovere l’unità dei cristiani non solo attraverso il dialogo teologico, ma anche attraverso vivaci discussioni su una data comune per la Pasqua” aggiungendo che “la celebrazione congiunta dello storico anniversario di Nicea dovrebbe ispirare a un nuovo dialogo teologico, nonché al rinnovamento nella cooperazione cristiana”. Intorno al 24 maggio, infatti, il Papa dovrebbe recarsi in pellegrinaggio nei luoghi dove sorgeva la città di Nicea, in Turchia. Il Patriarca ha anche detto che “le Chiese e le comunità religiose non solo svolgono un ruolo fondamentale nella vita personale e spirituale delle persone, ma hanno anche un ruolo cruciale nella mobilitazione delle istituzioni e della società a vari livelli”, e ha auspicato la costruzione d “un mondo in cui la preghiera di Cristo per l’Unità possa finalmente realizzarsi”. Una prima tiepida reazione c’è stata anche dal Patriarcato Ortodosso di Romania (il più vicino alla Chiesa di Roma), che nei giorni scorsi ha diffuso una nota ufficiale in cui ha affermato che: “ogni consultazione sulla data della Pasqua e una possibile decisione in merito possono avere luogo nel contesto di un futuro concilio pan-ortodosso, con la partecipazione di tutte le Chiese ortodosse sorelle”.
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