Alatri – Accusata di omicidio colposo, la Cassazione annulla la sentenza di assoluzione: il conducente deve assicurarsi che tutti indossino le cinture

Marina Mingarelli
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Il conducente di una vettura prima di mettersi in marcia deve controllare che gli occupanti dell’auto abbiano indossato le cinture di sicurezza. E se qualcuno si rifiuta può benissimo fermarsi e farlo scendere. Lo ha deciso la Cassazione la quale il 18 dicembre scorso ha annullato la sentenza di assoluzione di una ventinovenne di Alatri che era stata accusata di omicidio colposo perché mentre era al volante della sua macchina la notte del 31 dicembre del 2015 era finita fuori strada a causa di un cane randagio che le si era parato di fronte. Nell’incidente era morto sul colpo un suo amico.

Secondo i giudici della Cassazione la ragazza non aveva controllato e preteso che passeggeri prima di mettersi in marcia avessero indossato la cintura. E per questo hanno disposto un nuovo giudizio davanti alla Corte d’Appello di Roma. La sera dell’incidente il ragazzo venne trovato con metà busto fuori dall’abitacolo schiacciato dalla macchina; le altre due ragazze, compresa l’automobilista, furono trasportate in ospedale in codice rosso, ma loro si salvarono. Secondo il perito nominato dal tribunale l’utilizzo della cintura di sicurezza avrebbe sicuramente impedito il decesso del ragazzo il quale sarebbe rimasto attaccato al sedile invece di sbalzare fuori dal finestrino. Mar. Ming
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