“Lo avevano annunciato in pompa magna, sbandierato all’ultimo consiglio comunale dando per cosa fatta il finanziamento del restauro del testamento di Aulo Quintilio ed invece proprio alla vigilia delle festività natalizie arriva l’ennesima bocciatura da parte della Regione Lazio per il nostro Comune, il cui progetto ottiene un punteggio in graduatoria ben al di sotto della soglia minima di ammissione”. A parlare, attraverso una nota, sono i consiglieri Alfonso Musa, Giancarlo Lanzi, Fabio Magliocchetti e Antonio Pompeo che intervengono sulla questione portandola all’attenzione dell’opinione pubblica.
“In questi giorni mentre altre città della nostra provincia festeggiano la fine dell’anno portando a casa risorse importanti, Ferentino resta a mani vuote rimediando l’ennesima figuraccia anche al cospetto dei piccoli centri che invece sono riusciti in poche settimane a centrare anche più domande di finanziamento”. “A questo punto – spiegano ancora i consiglieri di minoranza – c’è davvero da preoccuparsi se in due anni di amministrazione Fiorletta il nostro Comune non riesce ad aggiudicarsi un bando. Questa amministrazione extralarge, di cui il sindaco ne va fiero, sta dimostrando tutti i suoi limiti sia in termini di progettualità che di capacità politica. Lo stiamo dicendo da tempo che questa maggioranza pensa di poter governare una città come la nostra solo mettendo le mani nelle tasche dei cittadini”. “Un’ultima considerazione – concludono Musa, Lanzi, Magliocchetti e Pompeo – abbiamo assistito a continue esternazioni da parte di Fiorletta e della sua maggioranza sulle opportunità del Giubileo e sulla valorizzazione del nostro patrimonio storico culturale. Mentre le altre città del territorio, pensiamo ad Anagni che è entrata nel circuito dell’Opera Romana Pellegrinaggi con tutte le ricadute che ne deriveranno in termini di flussi turistici e anche molti piccoli centri, dimostrano vivacità e idee, noi siamo rimasti agli annunci. Un’ennesima occasione persa”. Cos’è il Testamento di Aulo Quintilio Prisco Eccezionale documento storico, unico nel suo genere, tramanda le ultime volontà del magistrato Aulo Quintilio Prisco in favore della Città di Ferentino, incise nella viva roccia dal II secolo dopo Cristo. L’edicola, decorata da basamento, pilastri e timpano scolpiti, ci racconta che Aulo Quintilio fu Patronus della Città. Fu eletto a numerose cariche pubbliche a Ferentino, tanto che i Senatori locali decisero di erigere in suo onore una statua nel Foro, da posizionare ovunque egli preferisse: lui accettò, ma volle pagarne le spese. La base di questa statua fu rinvenuta in località Crocifisso nel XIX secolo, durante la sistemazione della strada. In vita riscattò per 70.000 sesterzi i terreni Ceponiano, Roiano, Mamiano e Prato Osco e lì donò alla Città. Alla sua dipartita dispose di cedere alla comunità la rendita delle sue proprietà (4.200 sesterzi), stanziando anche un cifra per la cura della statua che lo avrebbe rappresentato nei secoli. In più – ogni cinque anni, nel giorno del suo compleanno “sei giorni avanti le idi di Maggio” – ordinò che venisse offerto ai concittadini un pranzo in sua memoria: tutti avrebbero ricevuto una libbra di focaccia (327 grammi) ed una emina di vino melato (0,273 litri); i Seviri Augustali (magistrati minori) ulteriori 8 sesterzi (circa 15 euro odierni); mentre per i Decurioni (membri del Consiglio Cittadino) ed i bambini erano riservati 10 sesterzi. In particolare veniva specificato di non far distinzione tra fanciulli nobili, liberti o plebei, poiché essi erano le “speranze future del Senato di Ferentino”, e qualora la rendita fosse aumentata nel tempo, era a loro riservata la distribuzione di ulteriori 30 moggi di noci (un modio è pari a circa 8,7 litri). (fonte: sito comune di Ferentino)
