(di Cesidio Vano) L’iniziativa legislativa, presa lo scorso 30 dicembre, porta la firma dell’assessore regionale del Lazio – con deleghe al Bilancio, Programmazione economica, Agricoltura e sovranità alimentare, Caccia e Pesca, Parchi e Foreste -, Giancarlo Righini, e reca il titolo: “Disposizioni per il riordino delle aree naturali protette”.
La finalità che si propone è di elimnare la Riserva naturale regionale di Posta Fibreno, istituita nel 1983 e gestita dal Comune postese, accorpandola al Parco naturale dei Monti Simbruini. Il nuovo ente, risultante dalla fusione dei due, assumerebbe la denominazione di “Parchi dei monti Simbruini e dell’Appennino laziale meridionale” e sarebbe un soggetto regionale di diritto pubblico.
L’operazione porterebbe, quindi, ad una competa trasformazione amministartiva della Riserva, che perderebbe autonomia, identità e obiettivi fissati dalla legge istitutiva.
Adamo Pantano, sindaco di Posta Fibreno
A denunciare il tentativo di ‘scippo’ da parte della Giunta, è il sindaco di Posta Fibreno, Adamo Pantano, presidente provinciale di Italia Viva. In un agguerrito post su facebook, nel dare notizia della mossa dell’assessore Righini, il primo cittadino postese ha scritto: “Dopo 40 anni dall’istituzione della Riserva naturale lago di Posta Fibreno (L.R. 10/83) si vuole sottrarre la gestione al Comune di Posta Fibreno, senza alcuna interlocuzione, senza alcun preavviso, senza alcuna motivazione se non di carattere burocratico, senza tener conto della distanza di 85 Km dal Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini (che è la più vasta area protetta del Lazio e si estende su un territorio di circa 30.000 ettari, tra le Province di Roma e Frosinone e ricade esattamente nei Comuni di Arsoli, Subiaco, Jenne, Cervara di Roma, Camerata Nuova e Vallepietra nella Provincia di Roma; Trevi nel Lazio e Filettino nella Provincia di Frosinone)”.
Il primo cittadino impugna l’ascia di guerra: “Coinvolgerò – annuncia – il Consiglio Comunale e tutte le istituzioni sovraordinate al Comune, la nostra comunità, il territorio, tutte le associazioni, scuole che lavorano e collaborano da anni per la promozione e valorizzazione della nostra Riserva; ci batteremo in tutte le sedi opportune e competenti affinché non si realizzi questo disegno scellerato che addirittura cancella proprio il nome della Riserva naturale lago di Posta Fibreno anche nella nuova denominazione.
Per Pantano si tratta di un “tentativo indegno, verticistico che non tiene conto del territorio e della sua gestione, di tutto il lavoro che si è fatto negli anni a costi zero di gestione” che va fermato. Inoltre ricorda “le superate difficoltà dell’integrazione della popolazione del mio paese che ormai ha trovato equilibrio e condivisone del rispetto della riserva e nella sua valorizzazione e che ora dovrebbe essere gestita da un Ente che non sa nulla della storia e governo di questo posto unico”.
“Ricordo – rilancia in conclusione – che solo 6 mesi fa, l’assessore regionale ai Parchi on.le Righini venne a Posta Fibreno a partecipare a un evento della campagna elettorale per le elezioni comunali, a sostegno della lista avversaria, e per l’occasione fu accompagnato a visitare la Riserva naturale. In tale occasione ha preso impegni importanti in nome della Regione per la valorizzazione e gli investimenti a favore della stessa Riserva. Quindi, l’Assessore ha dimenticato o ha cambiato idea!?”.