(di Cesidio Vano) La Uil-Fpl è ancora in attesa di risposte. Prima ancora che intervenissero i Nas dei Carabinieri per scoprire che un medico, che ha operato presso il pronto soccorso dell’ospedale di Cassino, non aveva titolo di studio riconosciuto in Italia e, successivamente, aveva anche falsamente attestato anche una specializzazione mai conseguita (leggi qui), aveva chiesto chiarimenti alla Asl di Frosinone sulle verifiche fatte. L’azienda Sanitaria non ha mai dato riscontro alla richiesta.
Il personaggio in questione, denunciato dai Nas, è Ivan Di Stefano, 50 anni, romano, reso tra l’altro famoso dalla trasmissione televisiva “Uomini e Donne” di Maria De Filippi (leggi qui). Oggi, dopo che i carabinieri hanno smascherato il finto medico e dopo che lo stesso ha operato in un pronto soccorso senza le competenze per farlo, la sigla sindacale torna a chiedere alla Asl di voler finalmente fornire “un dettagliato resoconto delle verifiche svolte dall’Azienda in merito all’iscrizione all’Ordine dei Medici e al riconoscimento del titolo di studio del professionista in questione, specificando le date in cui tali verifiche sono state effettuate e i risultati ottenuti”. “È fondamentale comprendere quali siano le procedure di controllo adottate in fase di assunzione del personale sanitario – dicono ancora dalla Uil – e se queste siano state correttamente applicate nel caso specifico. Chiediamo di conoscere quali documenti sono stati richiesti al candidato e quali verifiche sono state effettuate sulla loro autenticità. Riteniamo indispensabile che vengano individuate e perseguite le responsabilità di coloro che hanno consentito l’assunzione di un professionista non abilitato, mettendo a rischio la salute dei pazienti e l’immagine dell’Azienda”. La nota inviata al riguardo alla Asl poi aggiunge: “Chiediamo di conoscere quali provvedimenti disciplinari sono stati adottati nei confronti dei responsabili. È urgente che l’Azienda adotti tutte le misure necessarie per evitare il ripetersi di simili situazioni in futuro. Chiediamo di conoscere quali azioni concrete saranno intraprese per rafforzare i controlli sulle qualifiche del personale sanitario e per garantire la massima trasparenza nelle procedure di assunzione. Inoltre, in considerazione del fatto che il medico in questione ha prestato servizio per due mesi – aggiungono -, chiediamo di conoscere il numero esatto di pazienti che sono stati visitati e sottoposti a cure da parte di un professionista non abilitato. La mancanza di controlli preventivi ha comportato una grave violazione della sicurezza per il personale sanitario e per i cittadini, che hanno il diritto di ricevere assistenza da professionisti qualificati e abilitati. Ciò posto, si chiede un riscontro concreto entro 5 giorni dal ricevimento della presente”.
