Sanità – Mobilità regionale: i laziali si fanno curare nel Nord-Italia, ma in tanti vengono nelle strutture romane

chiaro13
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La Regione Lazio ha ‘scattato’ un foto della mobilità sanitaria regionale a fine 2023. I dati raccontano, da una parte, di tantissimi viaggi della speranza che i cittadini del Lazio compiono verso il Nord-Italia soprattutto per sottoporsi a operazioni ortopediche; dall’altra, anche la presenza di molti che scelgono la sanità laziale per curare tumori di utero e ovaie, malattie degenerative del sistema nervoso.

La mobilità attiva – ovvero quanti vengono nel Lazio per effettuare prestazioni mediche, generando quindi un credito per le casse regionali – supera quella passiva (quando invece va altrove per fare visite ed esami che danno origine a dei debiti per la sanità regionale): nel 2023 è stato generato un totale positivo per oltre 26 milioni di euro. I dati a disposizione, raccontano che nel Lazio vuol essere ricoverato chi deve sottoporsi a interventi all’utero e alle ovaie per neoplasie maligne: sono stati 1.893 i pazienti arrivati per questo negli ospedali del Lazio che hanno generato, in termini economici, oltre 1 milione 658mila euro di entrate. Numerosi anche coloro che si rivolgono ala sanità regionale per consulti e diagnosi del sistema muscolo-scheletrico e del tessuto connettivo (1.417 per quasi 5 milioni di euro), la chemioterapia non associata a diagnosi secondaria di leucemia acuta e le malattie degenerative del sistema nervoso, come Alzheimer, Parkinson o Sla. I malati che vengono a farsi curare nel Lazio provengono primariamente dalle regioni vicine: Toscana, Umbria, Abruzzo e Campania. Ma anche dalla Calabria per la medicina generale, la specialistica ambulatoriale e la farmaceutica e dalla Sicilia perché trasportati con ambulanza ed elisoccorso. I nosocomi di principale destinazione sono i più quotati: il Bambino Gesù e il “Gemelli”, strutture private accreditate. I residenti del Lazio ricorrono invece a strutture sanitarie fuori regione, come detto, soprattutto per consulenze e diagnosi, interventi chirurgici con conseguenti periodi di degenza ospedaliera legati a patologie ortopediche: in termini di volume sono stati 3.834 i viaggi nel resto d’Italia per un costo di oltre 33 milioni 880mila euro. Tra le prime esigenze manifestate nel volersi spostare fuori regione quella di cercare professionisti che potessero ricoverarli per effettuare con successo la sostituzione di articolazioni o il reimpianto degli arti inferiori, per subire interventi chirurgici del piede oppure del ginocchio. Si va fuori del Lazio anche per dimagrire (oltre 1.100 pazienti a fine 2023) per un debito che nel caso specifico è arrivato ad ammontare a quasi 6 milioni 400mila euro. I laziali scelgono soprattutto la Toscana per ricoveri ordinari e day hospital, specialistica ambulatoriale e medicina generale, ma c’è anche chi opta per l’Emilia Romagna e chi la Campania.
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