LA NOTA – ‘The Good Lobby’, organizzazione non profit precisa

chiaro13
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In merito all’inchiesta denominata ‘The Good Lobby’ condotta dalla Procura europea (EPPO) sul reato di corruzione legato a fondi PNRR e che ha portato all’esecuzione di diverse misure cautelari personali e sequestri emessi, tra gli altri, anche dal Gip del Tribunale di Frosinone nei confronti di un gruppo di soggetti gravemente indiziati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione per l’aggiudicazione di appalti di lavori pubblici finanziati col Pnrr e per l’accoglienza dei migranti, riceviamo e pubblichiamo la nota che segue:

The Good Lobby, organizzazione non profit impegnata da anni in battaglie a favore della trasparenza e contro la corruzione in Italia intende precisare con questa nota che nulla ha a che vedere con l’operazione denominata “The Good Lobby” condotta oggi dalla Procura Europea -ufficio di Roma, dalla Polizia di Stato e Squadra Mobile di Frosinone e dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine di Roma. Notiamo con vivo rammarico che il nostro nome viene utilizzato in maniera impropria per definire un’attività di indagine (peraltro su tematiche che sono oggetto da anni di nostre denunce). The Good Lobby, infatti, si occupa di promuovere il lobbying civico come strumento per dare voce alle cause della società civile, costruire dal basso una società più democratica ed equa e per facilitare l’accesso al potere. Tra i nostri progetti anche l’inchiesta “Le mani sulla Ripartenza” in collaborazione con IrpiMedia, contro i conflitti di interessi e le opacità nell’assegnazione dei fondi europei, e la battaglia a fianco dell’Osservatorio Civico sul PNRR per ottenere trasparenza sulla gestione del Piano. Risulta quindi paradossale che il nostro nome venga usato in modo ingiustificato per riferirsi alla rete di corruzione sugli appalti nell’area di Frosinone finanziati proprio nell’ambito del PNRR. Ricordiamo che “The Good Lobby” è un marchio registrato e protetto. A tal riguardo The Good Lobby invita le sopracitate autorità a non utilizzare il nome dell’associazione per questa operazione di Pubblica Sicurezza auspicando che venga cambiato immediatamente per evitare che l’accostamento con l’indagine in corso possa ulteriormente nuocere all’immagine e all’onorabilità dell’associazione, per la cui tutela ci riserviamo ogni eventuale azione nelle sedi opportune”.
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