Cassino – Si continua a cercare il 77enne disperso, mentre gli investigatori ricostruiscono le ultime ore prima della scomparsa

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(di Dante Sacco) Le operazioni e le indagini in corso inerenti alla scomparsa di Franco Vettese sono di fatto diventate un’attività emergenziale di protezione civile, che tiene insieme tutte quelle procedure operative di intervento per affrontare questa corsa contro il tempo.

Ai Carabinieri del Comando di Cassino è affidato il coordinamento delle forze in campo e la definizione anche dei rapporti con volontari strutturati o semplici cittadini che dall’inizio del caso Vettese si sono prodigati per la mappatura e ricognizione nelle aree potenzialmente indicate come teatro del passaggio dell’irreperibile 77enne. Le forze istituzionali in campo totalizzano 23 unità e 12 mezzi afferenti ai Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali, Protezione Civile e Guardia di Finanza. Le professionalità presenti vanno dalle Unità di Terra, per la ricognizione sistematica della montagna, agli Operatori Tas (topografia applicata al soccorso). Non mancano gli operatori Sapr (Sistema Aeromobile a Pilotaggio Remoto), unità cinofile e operatori per il soccorso Alpino. Gli ambiti, ora al centro delle indagini di terra, restano l’intero massiccio di Montecassino, la porzione collinare a monte dell’abitato di Caira, i valloni al confine tra i comuni di Villa Santa Lucia e Terelle, l’intero tratto viario cassinate di Campo di Porro e la collina di Montemaggio. La regia degli interventi, che dall’esterno non si palesa, è parte fondamentale e consente di avere uno strumento utile per predisporre e coordinare gli interventi di ricerca nella speranza sincera di una immediata azione di soccorso a tutela del pensionato che in modo evidente, qualora fosse disperso in aree montane e all’addiaccio, si trova in una situazione di estremo rischio che comporta gravi disagi fisici e psicologici. Fondamentale è anche il ruolo che è stato dato alla corretta informazione di quanto in corso in modo da aver definito un lineare sistema di comunicazione che consente quello scambio costante di informazioni verso gli operatori che altrimenti rischierebbero di disperdere energie, tempo e risorse. Il flusso di dati, in continuo aggiornamento, tiene conto dell’evoluzione dell’assetto territoriale e delle variazioni negli scenari attesi, quali fenomeni metereologici e segnalazioni. Per tale motivazione le ricerche sono portate avanti in modo apparentemente differente. Ad ogni corpo di polizia, vigili del fuoco, forestali, finanzieri, poliziotti, protezione civile è stato dato un ambito ben preciso, da monitorare e mappare. Infine per dovere di cronaca si precisa che ha preso forma una parte più silente e riservata di indagine che pare stia attuando verifiche ambientali e riscontri territoriali di tipo convenzionale. Di fatti, solo valutando quanto accade o accaduto nei istanti prossimi alla scomparsa di Vettese dalla città di Cassino, analizzando il brusio di sottofondo e scremando il flusso di notizie indirette, si può arrivare a qualche ulteriore indizio. Ed ora, passato l’ennesimo pomeriggio e pronti ad un’altra notte di ricerca, si resta in attesa di una traccia da seguire, di un segnale differente che talvolta può anche arrivare dai racconti inconsapevoli dei cittadini o dalle quelle notizie apparentemente secondarie. Quel flusso di parole inattese o cercate con acume che solo gli investigatori sanno mettere insieme e trasformare in risultato.
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