Partorisce con taglio cesareo il suo bambino e subito dopo le asportano l’utero a causa di una emorragia: 35enne della provincia di Frosinone si è rivolta agli avvocati Enzo e Valerio Moriconi per chiedere un risarcimento danni all’Asl del capoluogo ciociaro di circa 300 mila euro.
La vicenda risale al settembre del 2022 quando, dopo aver dato alla luce il suo bimbo, si era verificata una atonia uterina. Ciò stava a significare che l’utero, dopo il parto, non si era contratto ma era rimasto molle e dilatato. Sovente questo accade a causa dell’eccessivo sanguinamento. A quel punto, però, la paziente era stata trasferita in sala operatoria dove l’equipe medica aveva provveduto alla rimozione dell’utero. La donna, che ha fatto scattare la denuncia, ha chiesto di sapere se quel tipo di intervento che le ha precluso per sempre la capacità di diventare madre, poteva essere evitato. Secondo quanto emerso dalle indagini effettuate dai consulenti e dagli stessi avvocati di fiducia, se il personale sanitario avesse tenuto una condotta corretta, seguendo le raccomandazioni delle linee guida, la paziente avrebbe avuto una alta percentuale di evitare l’intervento chirurgico così demolitivo. Mar. Ming.
