Dal Collettivo Ceccano2030 sollevano domande sul perché del prolungato silenzio che l’amministrazione comunale del sindaco Roberto Caligiore mantiene da quasi un anno e mezzo sulla situazione dei pozzi che sorgono nella zona di via Marano. al di sotto del ponte autostradale, e dei quali è stata vietato l’utilizzo dell’acqua a scopo potabile, irriguo, zootecnico.
Come si ricorderà, nell’aprile 2023, il Comune emise un’ordinanza che, appunto, vietava l’utilizzo dell’acqua di quei pozzi per gli usi detti. Da allora, però, non si è saputo più niente. “Nonostante le richieste di tempestive comunicazioni alla cittadinanza, la maggior parte degli abitanti della zona non ha ricevuto alcuna informazione da parte dell’amministrazione comunale, se non leggendo i giornali o internet” dicono dal Collettivo, chiedendo anche se siano state effettuate analisi e con che riscontri. “Non si hanno nemmeno più notizie dei risultati delle nuove analisi che avrebbe dovuto svolgere l’Arpa Lazio sul pozzo inquinato (e la Asl di Frosinone sugli altri pozzi presenti nell’area individuata) – proseguono da Ceccano 2030 -. I cittadini, e noi con loro, vorrebbero sapere se l’ordinanza è ancora in vigore, se sono state condotte altre indagini in merito”. La vicenda parte nel novembre 2022 a seguito di un’attività di controllo delle falde sotterranee condotta dall’Arpa Lazio, che aveva fatto emergere valori di inquinamento in un pozzo della zona, con livelli di Triclorometano (10 microgrammi/L) e Bromodicloretano (0,2 microgrammi/L) che superavano i limiti di legge di 0,15 e 0,17 microgrammi per litro rispettivamente. “Il divieto all’utilizzo del pozzo inquinato e dell’acqua, in un raggio di 500 metri dal pozzo privato, è stato però emesso con un’ordinanza a fine aprile 2023 – dicono dal Collettivo -. Sorge dunque spontanea la questione del ritardo nella comunicazione dell’inquinamento tra il sopralluogo del novembre 2022 e l’ordinanza di aprile 2023. Un’inquinamento del genere – sottolineano – dovrebbe essere comunicato immediatamente per evitare rischi per la salute”, avvisando che : “La situazione diventa ogni giorno che passa sempre più allarmante; ci auguriamo che non debba esserci nessun cittadino che rimanga intossicato o avvelenato – magari perché non informato della pericolosità dell’acqua in quella zona della città – prima di intervenire”. Ceccano2030 afferma di essere impegnata “fin dall’inizio a monitorare la situazione, in contatto con i cittadini di via Marano, per questo auspichiamo che si proceda alle opportune comunicazioni e agli interventi necessari, che riteniamo siano ormai diventati improrogabili per i diretti interessati ma anche per la città tutta”.
