Sora – La preside del Comprensivo 2° ‘bacchetta’ la politica: “Una risposta non adeguata ingenera regressione”

Irene Mizzoni
11 MIn Lettura
L’Avvocato Maddalena Cioci, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo 2 “Riccardo Gulia” di Sora ha scritto una puntuale lettera indirizzandola ai genitori, ai docenti, al D.S.G.A., al personale Ata, al Consiglio d’Istituto, alla Rsu e organizzazioni sindacali e anche alle realtà istituzionali, culturali e sociali del territorio. Una “bacchettata” alla politica che di certo farà discutere.

Ecco la missiva pubblicata oggi: “Ieri 12 Settembre 2024, con il suono della campanella, è iniziata la scuola e per la prima volta in 5 anni non sono riuscita a salutarVi in anticipo con una lettera o personalmente nelle varie manifestazioni di accoglienza, ciò a causa di impegni organizzativi. Vi chiedo scusa ma non è mancanza di interesse nei vostri confronti anzi il contrario. Avete visto e notato che tutti i servizi (pre-scuola, post-scuola, attività di accoglienza, consegna pizza ed altro) hanno avuto inizio con le attività didattiche senza alcuna interruzione e/o posticipazione rispetto al 12/9/2024. L’inserimento degli alunni della scuola infanzia è stato anticipato al 9/9/2024 ed il tempo pieno avrà inizio dal 16/9/2024 e ciò in netto anticipo rispetto all’erogazione della refezione comunale garantita dal 07/10/2024. Tutto questo è frutto di un lavoro attento non solo del Dirigente ma di tutto lo staff della segreteria e dei docenti, tutti nessuno escluso da ringraziare anticipatamente per il supporto e professionalità profusa nel lavoro. Come dire “siamo uno per tutti e tutti per Voi”. L’Istituto Sora 2°, primo nei numeri del territorio del Comune ed in ogni sua attività didattica-progettuale, riteniamo, con orgoglio, non sia misurabile per dimensioni (del resto siamo primi anche in quello) ma per quanto riesce a dare in termini di competenze. Non ci vantiamo dei numeri, di una classe in più, ma dell’efficienza e della risposta che siamo capaci a dare alle nuove generazioni ed alle famiglie che ci affidano ogni giorno i ragazzi. Sinceramente, dico, ogni giorno, di vantarci di avervi con Noi, perché, ragazzi, siete una risorsa per la nostra professione e per la nostra vita non numeri. Le vostre “perle di saggezza”, le vostre “spontaneità” rimangono nelle nostre menti e nei nostri cuori. Continuate a regalarci questi momenti unici. Noi speriamo ogni giorno di essere per voi guide e riferimenti, come di raggiungere le vostre menti per garantire al nostro Paese futuri professionisti, dirigenti, esperti di tutti i settori anche pratici. Con questo – scrive l’avvocato Cioci – Vi invito ufficialmente, soprattutto gli alunni della Giunta comunale, a volermi suggerire modifiche al Regolamento di Istituto nella sezione uso del telefonino in fase di elaborazione. Sarà opportuno per poter sviluppare le competenze di ed. civica, fare una commissione docenti, alunni e genitori per valutare le proposte modificative, così che tutti partecipino attivamente. Questa come tante altre attività saranno organizzate sentendo per quanto possibile Voi ragazzi e le famiglie, perché la scuola è una comunità educante. Come tale deve garantire il dialogo, la ricerca, l’esperienza sociale, improntata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni. In essa ognuno di Noi, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno di Voi. Direte che sono principi ma Noi cercheremo di renderli il più possibile realtà. In questo impegno rientra anche la necessità che la Politica – regionale, provinciale, comunale- che si occupa delle strutture delle scuole cessi di lavorare oggi per domani ma adotti una programmazione che garantisca il vs diritto allo studio. Il diritto allo studio, come saprete, è l’insieme di attività e interventi che servono a facilitare il percorso educativo scolastico di ogni studente, dalla Scuola dell’Infanzia alla scuola Secondaria di primo grado, per dare a tutti l’opportunità di apprendere senza discriminazioni economiche o di altra natura. Nel diritto allo studio rientrano sia i servizi per l’accesso all’istruzione (mensa scolastica, pre-scuola, trasporto scolastico ed educativa ad personam), sia quelli per l’approfondimento e ampliamento dell’offerta formativa (P.T.O.F), pertanto l’offerta progettuale deve essere proposta in accordo con la dirigenza scolastica. L’elaborazione e la realizzazione dei progetti proposti dall’Amministrazione devono avere come obiettivo centrale la qualità educativa, per assicurare un efficace apprendimento e successo formativo da parte degli studenti. Chiaramente quando propone progetti deve anche garantire il trasporto e tutti i servizi, non pensare che sia la scuola e la famiglia a doverlo fare. Del resto l’art. 34 della Costituzione italiana sancisce il diritto allo studio dalla scuola dell’infanzia fino alla cosiddetta scuola dell’obbligo, prevedendo che sia lo Stato a costituire un sistema scolastico in cui tutti i cittadini beneficiano di questo diritto, ma di fatto sono gli Enti Locali ad attuarlo cooperando con le istituzioni scolastiche, e – ancor prima – con le famiglie e gli studenti. Gli Enti Locali, oltre a volgere compiti meramente strumentali, riguardanti aspetti quali l’accessibilità, l’alimentazione, l’edilizia scolastica, l’assistenza sociosanitaria, l’igiene e la pulizia delle aree e degli spazi scolastici, devono provvedere alla fornitura degli edifici scolastici. Purtroppo agli enti non è ben chiaro la ripartizione delle competenze e soprattutto, nello spirito di immobilismo che governa qualche politico, per il quale importante non è la funzionalità e l’efficienza ma la permanenza del bacino di voti, si tende a mantenere più scuole di quante si sia in grado a livello strutturale e di servizi di mantenere. Se la coperta è corta non si escludono gli alunni dai servizi, si ottimizzano gli edifici da servire; se la coperta è corta per la manutenzione di edifici fatiscenti, si costruiscono scuole nuove e/o si accorpano con razionalità. Non si perdono finanziamenti, non si lasciano le scuole senza aule con l’impossibilità di crescere ed accogliere, si razionalizza e si verifica anche la disponibilità nelle altre scuole con minori alunni. Non si spendono soldi pubblici per mantenere cattedrali/plessi nel deserto, per il solo spirito di una difesa del territorio fine a se stessa. La difesa del territorio passa inevitabilmente per la creazione di opportunità per i giovani. Non si tarpano le ali alle scuole che hanno progettualità importanti, limitando servizi e strutture a quest’ultime. Non si entra in alcuni nei plessi solo il 12/9/2024 per farsi riprendere dalla televisione locale, ma la presenza delle istituzioni si deve vedere fattivamente e non mediaticamente. Queste amare riflessioni ad alta voce, espresse pubblicamente nella riunione del 11/9/2024 presso la Provincia di Frosinone sul dimensionamento scolastico, le voglio condividere con le nuove generazioni che saranno, mi auguro, amministratori migliori e preparati ad una progettualità che affronti anche le proposte non popolari, come il dimensionamento delle scuole, con la visione di un futuro migliore per tutti. Non nego le preoccupazioni e la sfiducia in un sistema che non ascolta chi ogni giorno si scontra con la realtà dei luoghi, perché se il MIM e per essa la scuola ha fondi per l’ampliamento dell’offerta (corsi STEM, Corsi di Lingua, Erasmus, POAP., Piano Estate, Assistente di lingua inglese madrelingua a supporto della didattica primaria e secondaria, Corsi di lingua rumena, Trinity…), la scuola non può crescere ulteriormente senza i servizi e le strutture che consentono agli alunni di partecipare attivamente in ambienti idonei. La risposta non adeguata della politica ingenera regressione. Questo DS, che già dal 2020 si è scontrata con una riduzione degli spazi, oggi recuperati ma non più idonei per la crescita numerica degli iscritti a cui si tende, non smetterà di promuovere azioni di sensibilizzazione alzando la voce quando sarà necessario, sicura del fatto che molti genitori condividono le azioni di civile protesta e la cooperazione produttiva di risultati e non chiacchiere. Per questo sarebbe opportuno che gli enti operassero un Piano del diritto allo studio, concertato con gli istituti del territorio, che risponda alle esigenze effettive e non ad altre logiche fuori dalla scuola. Ad esempio si deve lavorare insieme per garantire che le risorse dell’assistenza aumentativa, gestite dal comune, siano date agli alunni con criteri oggettivi ma soprattutto tempestivamente da settembre e non a gennaio 2025, seguendo i consigli della scuola e non operando contro il sistema scuola operante nell’inclusione. Sicuramente questa lettera di inizio anno susciterà commenti ma lo scopo è proprio quello di scuotere le coscienze assopite alla logica dell’immobilismo, che, purtroppo, non è dell’IC Sora 2° sempre attivo e proiettato a creare generazioni che sappiano affrontare il mondo e non limitate al paese ed alla provincia. In conclusione quindi giunga a Tutti il mio Saluto, con la certezza dell’impegno di ognuno di quelli che si sentiranno coinvolti e chiamati in causa per la buona riuscita dell’anno scolastico e per il superamento di tutte le criticità e la creazione di nuove opportunità. IL DIRIGENTE SCOLASTICO Avv. Maddalena Cioci
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