Lazio – Detenuti in rivolta a Regina Coeli. Tensione negli altri istituti della regione. Il Sappe: “Siamo nell’Inferno dantesco”

chiaro13
3 MIn Lettura
Torna al centro delle cronache la Casa circondariale Regina Coeli di Roma. Maurizio Somma, segretario per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) racconta quanto è avvenuto nelle ultime ore:

“Ci sono stati disordini nella Prima Sezione, è stato danneggiato il secondo piano e divelte telecamere e controsoffitti in cartongesso. Al momento, manca l’elettricità: hanno allagato il piano 2 e 3. Scoppiate diverse bombolette di gas. I detenuti hanno lanciato spazzatura, pezzi di ferri e scaricato un estintore dai finestroni della rotonda. Al momento non ci sono danni a persone. Hanno anche appiccato fuoco in un ufficio del secondo piano”. “Nelle carceri del Lazio – prosegue Somma – ormai la tensione è una costante giornaliera ed è caratterizzata da un elevato numero di soggetti affetti da patologie psichiatriche. Questi ennesimi episodi di violenza, confermano le difficoltà operative presenti nel carcere di Regina Coeli, così come nelle altre carceri della Regione”. Si è detto sdegnato, per quanto avvenuto nel carcere di Trastevere a Roma, anche il segretario generale del Sappe, Donato Capece: “Il carcere è diventato come l’inferno dantesco e questo non è accettabile e men che meno tollerabile. La denuncia del Sappe è la urgente necessità di trovare soluzioni concrete a questa spirale di violenza. Per questo, il primo Sindacato del Corpo, il Sappe, torna a chiedere urgenti provvedimenti per assicurare tutti gli elementi necessari a garantire la sicurezza degli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria”. Capece, che esprime solidarietà al personale del Reparto di Polizia, ribadisce ancora una volta che “il Sappe denuncia ormai da tempo la situazione insostenibile delle carceri del Lazio ma il dato oggettivo è che chi dovrebbe intervenire e tutelare i nostri Agenti continua a tacere ed a restare inerme. Mai udito un silenzio così assordante da parte di questa Amministrazione Penitenziaria!” “Sono decenni che chiediamo l’espulsione dei detenuti stranieri, un terzo degli attuali presenti in Italia, per fare scontare loro, nelle loro carceri, le pene come anche prevedere la riapertura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari dove mettere i detenuti con problemi psichiatrici, sempre più numerosi, oggi presenti nel circuito detentivo ordinario e spessissimo protagonisti e responsabili di gravissimi eventi critici”. Il leader del Sappe, quindi, conclude: “Ma servono anche più tecnologia e più investimenti: la situazione resta allarmante, anche se gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria garantiscono ordine e sicurezza pur a fronte di condizioni di lavoro particolarmente stressanti e gravose”.
Condividi questo articolo
Nessun commento