La Giunta regionale sta lavorando per destinare 50mila euro all’avvio di percorsi professionalizzanti per gli agenti di polizia penitenziaria “volti a fornire – spiegano dalla Regione – strumenti nuovi che consentano di gestire l’attuale platea di detenuti, oggi mutata rispetto agli anni passati”.
La misura segue la presa d’atto di quanto acacde nelle carceri italiane e laziali: “Anche nel Lazio, come in tutta Italia, la difficile situazione che si registra nelle carceri è sfociata in proteste e rivolte che sono state affrontate con grande professionalità dagli agenti di Polizia penitenziaria – ha sottolineato la riguardo l’assessore regionale Luisa Regimenti -, come avvenuto a Regina Coeli nei giorni intorno a Ferragosto. Resta prioritario l’impegno per migliorare le condizioni dei detenuti, abbattere il sovraffollamento e favorire il reinserimento sociale dei rei, ma abbiamo il dovere di prenderci cura anche degli agenti di polizia penitenziaria che spesso operano in condizioni molto difficili e in situazioni di grande carenza di personale”. Lo stesso assessore al Personale, alla Polizia locale, alla Sicurezza urbana, agli Enti Locali e all’Università della Regione Lazio, Regimenti, aggiunge: “Il Decreto carceri varato dal Governo va già nella giusta direzione, con l’assunzione di mille nuovi agenti di polizia penitenziaria, cinquecento per il 2025 e altre 500 per il 2026. Nel Lazio – spiega – vogliamo offrire un ulteriore supporto agli agenti che all’interno degli istituti penitenziari respirano il contagio emotivo della sofferenza, delle aggressioni, della violenza che sono causa principale di stress psicologico e fisico. Migliorare le condizioni di lavoro di chi opera in carcere significa restituire serenità a chi è chiamato a svolgere questo difficile compito e, conseguentemente, favorire anche una migliore permanenza dei detenuti. La Regione Lazio – conclude -, nell’ambito delle proprie competenze, continuerà a operare per restituire dignità a operatori e detenuti”.
