(di Dario Facci) Il sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli, ha tirato dritto sull’applicazione del programma elettorale e tiene molto, com’è stato evidente nelle ormai numerose interlocuzioni con le forze politiche, con la stampa e anche con la cittadinanza, alla visione di una città in marcia verso un modo diverso, nuovo e più ecologico, di spostarsi. Questa visione, che, come tutti i cambiamenti, vede cittadini a favore, cittadini contro e cittadini ai quali non gliene frega niente, ha trovato in un punto dei vari che compongono il progetto il suo principale nodo della discordia: il BRT, cioè il bus elettrico che viaggia su una corsia privilegiata.
Una pratica, quella del BRT, che ormai è in stato avanzato di realizzazione e i cantieri sono visibilissimi nella parte bassa della città, un fatto che di per sé chiude le polemiche preventive per attenderle nella fase della sperimentazione. C’è tuttavia chi non si è lasciato sopraffare dal torpore agostano e, a nostro avviso, bene fa a intervenire non per partito preso ma con spirito proattivo nella vicenda: a brevissima distanza l’uno dall’altro, ponendo questioni pratiche sensate, si sono registrati gli interventi del Partito Socialista, per la penna del segretario provinciale Massimo Calicchia e del Polo Civico a firma del consigliere comunale Claudio Caparrelli. Entrambi gli interventi chiedono al Sindaco di definire la variante al progetto (al percorso soprattutto) nel minor tempo possibile affinché non si arrivi all’apertura dell’anno scolastico senza che si siano definiti particolari determinanti per evitare ulteriori problemi al traffico automobilistico. Preoccupazioni plausibili, non si può certo dire che abbiano torto. D’altra parte è difficile pensare che dopo tutte le discussioni che ci sono state, addirittura un’adunanza cittadina per parlarne, il sindaco Mastrangeli, gli assessori e i tecnici comunali, dormano tra quattro guanciali senza porsi gli stessi quesiti che, giustamente, socialisti e Polo Civico sollecitano. Al rientro dalle vacanze ci sarà più o meno traffico? Con l’avvio del BRT si creeranno disagi e più ingorghi del solito? I nuovi parcheggi che garantiranno il triplo dei posti auto ora esistenti saranno già pronti? Tutte domande alle quali chi ha un pizzico di esperienza risponde facilmente con: “in parte”. Sono coloro che non credono che tra un mese sarà tutto pronto, che non ci siano problemi di traffico, che tutto fili liscio. Ci sarà chi lo spera, per poter ricominciare ad attaccare l’amministrazione e ci sarà chi invece proteggerà la visione del nuovo sistema di trasporto nonostante tutto. Oppure l’Amministrazione stupirà e i lavori, almeno quelli principali, saranno terminati e allora quelli a favore esalteranno i risultati, gli oppositori si dimostreranno scettici. Tutti, in qualche modo, avranno torto e ragione ma avranno sbagliato il bersaglio. La visione enorme della quale forse all’inizio di tutta questa vicenda neanche lo stesso Mastrangeli ha ben inquadrato la portata, non si calcolerà sul grado di funzionamento di quella circolare elettrica. Sarà il cambiamento, o meno, del modo di muoversi in città. Una città che di notte ha 45.000 abitanti e di giorno 150.000 può certamente migliorare la sua vivibilità e l’aria che si respira se le auto in entrata si fermeranno davvero nei parcheggi periferici. Migliorerà senz’altro se, come avviene in tante città italiane, effettivamente ogni quindici minuti al massimo o giù di lì arriverà un mezzo a portarti dentro. Sarà certamente meglio se in un tempo umano e non astrofisico saranno realizzati gli ascensori inclinati che, questa volta, guarda un po’, funzionano. In sintesi la visione di Mastrangeli e contenuta nel programma elettorale dell’Amministrazione in carica (ma anche, in buona parte, dell’opposizione) è certamente migliorativa dello stato attuale delle cose. Lo è senza dubbio. Ma è una visione che aspetta l’esame della pratica e su quella, si può consentire, in molti possono essere scettici ma a un patto: che si consideri il grado non indifferente di responsabilità che in questa rivoluzione, in questo cambiamento, devono sentirsi addosso i cittadini. Di Frosinone e, soprattutto di fuori città. Per questo livello di novità, cari Calicchia e Caparrelli, non basterà certamente un mese e probabilmente neanche un anno. Per cambiare le abitudini ci vuole ben più di un BRT. Occorre uno sforzo corale, una raffica di campagne informative, tanta pazienza. Un visionario vero direbbe: una visione positiva e nobile della politica, una vertenza Frosinone senza steccati di parte, una battaglia univoca a favore di tutti, dell’interesse collettivo. Ma a questo livello di visione ti portano al manicomio.
