IL CASO – Morti sul lavoro, situazione allarmante; Lazio finisce in zona ‘arancione’ con 39 decessi

chiaro13
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Da gennaio a giugno 2024 si contano, in Italia, 469 vittime sul luogo di lavoro, ossia 100 in più del mese scorso e 19 in più rispetto a fine giugno 2023. E a crescere del 5,2% sono ancora le morti in occasione di lavoro.

I NUMERI ASSOLUTI DELLE MORTI SUL LAVORO E DEGLI INFORTUNI Sono 469 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 364 in occasione di lavoro (18 in più rispetto a giugno 2023) e 105 in itinere (1 in più rispetto a giugno 2023). Ancora in Lombardia il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (64). Seguono: Emilia-Romagna (41), Lazio (39), Campania (35), Sicilia (30), Piemonte (23), Puglia (22), Toscana (21), Veneto (17), Trentino-Alto Adige (15), Calabria e Abruzzo (9), Liguria (8), Umbria (7), Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Marche (6), Basilicata (3), Valle d’Aosta (2) e Molise (1). IL RISCHIO DI MORTE, REGIONE PER REGIONE L’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering ha sviluppato una valutazione sull’incidenza degli infortuni mortali, ovvero del numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. “Questo indice – spiegano dall’Osservatorio – consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente. Questa ‘ponderazione’ viene esplicitata attraverso una ‘zonizzazione’ utilizzata dall’Osservatorio per dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori: Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale; Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale; Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale; Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale – In zona rossa, a fine giugno 2024 con un’incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 15,4 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono finite le regioni: Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Sicilia, Campania, Emilia-Romagna e Umbria. – In zona arancione: Abruzzo, Puglia, Calabria, Lazio e Basilicata. – In zona gialla: Lombardia, Toscana, Piemonte e Liguria. – In zona bianca: Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Molise, Marche e Veneto. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering, commenta i dati dei primi sei mesi del 2024: “È arrivato il drammatico bilancio di metà anno e la previsione per l’emergenza delle morti sul lavoro di fine 2024 pare sia già tristemente definita. Contorni e contenuti di questa tragedia sembrano non voler cambiare nemmeno nel 2024. Questo, purtroppo, è il dato più significativo e sconfortante, perché racconta l’emergenza ‘insicurezza’ nei luoghi di lavoro”. IL FENOMENO INFORTUNISTICO PER FASCE DI ETÀ Anche nei primi sei mesi dell’anno l’Osservatorio elabora l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età. E lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (per milione di occupati). Un dato, quest’ultimo, che continua ad essere preoccupante tra i lavoratori più anziani. Infatti, l’incidenza più elevata si registra proprio nella fascia dei lavoratori ultrasessantacinquenni (con incidenza del 65,8), seguita dalla fascia di lavoratori compresi tra i 55 e i 64 anni (con incidenza pari a 23,8). I LAVORATORI STRANIERI SOGGETTI AD UN RISCHIO Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro nei primi sei mesi dell’anno sono 81 su un totale di 364, con un rischio di morte sul lavoro che risulta essere quasi triplo rispetto agli italiani. E, infatti, gli stranieri registrano 34,1 morti ogni milione di occupati, contro i 13,3 degli italiani che perdono la vita durante il lavoro.
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