Frosinone – Ugl Salute critica la Asl: “Un consulente esterno per la privacy a 4.000 euro al mese per 12 giorni di presenza all’anno”

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(di Cesidio Vano) La Asl di Frosinone affida ad un consulente esterno il ruolo di DOP, ovvero di Data protection officer, sarebbe a dire responsabile della protezione dei dati, ruolo che fino a poco tempo fa era invece affidato a un dipendete dell’ente. L’incarico esterno prevede ora un compenso annuo di 48.000 euro e richiede 12 giorni di presenza presso l’ente: praticamente un giorno al mese, che viene pagato 4.000 euro.

La vicenda emerge quasi casualmente dopo che la Asl di Frosinone ha pubblicato sull’intranet (cioè il sito dell’azienda consultabile solo dai dipendenti) la graduatoria formata a seguito di una procedura di progressione economia orizzontale. Nella graduatoria, però, non sono indicati i nomi die dipendenti, ma questi sono individuati tramite un codice identificativo univoco, che però non viene pubblicato integralmente ma solo per le ultime 3 cifre, il resto è oscurato. Il tutto per motivi di privacy. E qui entra in ballo l’esperto esterno. Sì, perché, come racconta Rosa Roccatani, segretaria provinciale dell’Ugl Salute, sono stati molti i dipendenti che non riuscendo a individuarsi graduatoria hanno chiesto informazioni al sindacato sul perché il codice numerico identinficativo – che già di per sé, sostituendo il nome, dà una garanzia di riservatezza – fosse stato per gran parte oscurato. La risposta fornita è stata che quella procedura era stata indicata dal consulente per la protezione dei dati. “Come UGL Salute – dice da parte sua Roccatani -, non vogliamo contraddire la decisione assunta dalla ASL su indicazioni del consulente esterno, però, vogliamo evidenziare, che riportare l’intero codice identificativo sulla graduatoria pubblicata su intranet, quindi visibile ai solo dipendenti, avrebbe presumibilmente forse “violato” la privacy, ma sicuramente facilitato i lavoratori ad individuare la propria posizione”. Anche in merito al compenso assegnato al consulente, l’Ugl Salute ha qualcosa da dire: “Nulla questio per l’importo, se non fosse che nella medesima determina di affidamento salta all’attenzione la previsione sulle presenze del consulente medesimo: ‘non inferiore alle (dodici) giornate annue’. A significare che il consulente esterno responsabile della privacy andrà a percepire 4.000,00 al mese per la presenza di un solo giorno”. Roccatani si dice stupita da tale previsione “se si pensa che non viene rilasciata autorizzazione alle nuove assunzione di personale, che un medico di prima assunzione impegnato 26/27 giorni al mese intasca mensilmente molto meno, un infermiere e/o tecnici sanitari cat. D di prima assunzione circa 1,860,00 euro lordi mensili, personale tecnico amministrativo cat. C appena 1.760,00 euro lordi, a scendere alla cat. A circa €1.400,00 mensili lordi. Stupisce questa cosa – conclude la segretaria provinciale -, soprattutto perché nel frattempo vengono accorpati i reparti, quindi ridotti i posti letto, per carenza di personale. Bene la privacy ma l’assistenza e cura ai malati bisognosi?”
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