Il Ministero dell’Interno attraverso il Servizio Analisi Criminale, fornisce il report “Atti intimidatori nei confronti di giornalisti”.
Nel primo trimestre del 2024 sono stati censiti 26 episodi intimidatori perpetrati in danno di professionisti dell’informazione (-7,1% rispetto allo stesso periodo del 2023 in cui erano stati registrati 28 eventi), 14 dei quali riferibili a contesti politico/sociali (53,8%) e 12 ad altri contesti (46,2%). Nel periodo in esame nessun episodio sembra riconducibile a contesti di criminalità organizzata. Quanto al modus operandi, le intimidazioni perpetrate tramite web risultano 8 (pari al 30,8% del totale degli eventi), al pari dei danneggiamenti; seguono le scritte ingiuriose/minacciose e le minacce verbali, con 4 episodi ciascuna nonché le aggressioni fisiche che sono 2. Con riferimento alle minacce via web, il mezzo più utilizzato sono risultate le mail e gli altri contenuti online, seguite da Facebook e Instagram. Nel trimestre considerato, dei 20 episodi intimidatori che hanno interessato persone fisiche (77% del totale), 5 (25%) sono stati consumati nei confronti di giornaliste e 15 (75%) in danno di uomini. Le regioni che hanno fatto registrare il maggior numero di eventi sono Lombardia, Lazio, Sicilia e Liguria. In queste 4 regioni si sono verificati complessivamente 19 episodi (pari al 73,1% degli atti intimidatori consumati nel trimestre in riferimento). La provincia in cui è stato rilevato il maggior numero di episodi è Roma, con 5 casi, seguita da Brescia e Trapani con 2 episodi ciascuna. Con riferimento al primo trimestre 2024 le Forze di polizia hanno segnalato 262 episodi intimidatori nei confronti di giornalisti. Si registra un decremento del 7,1% rispetto ai 28 episodi dell’analogo periodo del 2023. Gli atti consumati tramite web risultano 8 (pari al 30,8% del totale). La matrice è riconducibile per: 14 casi a contesti Socio/Politici (di cui 2 via web), pari al 53,8%; 12 atti ad altri contesti (di cui 6 via web), pari al 46,2. Nessun episodio del trimestre in esame sembra riconducile a contesti di criminalità organizzata. Nel primo trimestre del 2024, gli atti intimidatori perpetrati tramite web sono stati 8, al pari dei danneggiamenti, seguiti dalle scritte ingiuriose/minacciose e le minacce verbali (4 episodi ciascuna) e dalle aggressioni fisiche (2). Con riferimento alle minacce via web, il mezzo più utilizzato sono risultate le mail e gli altri contenuti online, seguite da Facebook e Instagram. Con riferimento alle minacce via web (pari al 36% del totale degli eventi), i mezzi più diffusi sono risultati le mail minatorie, con 4 episodi ed i social network, in particolare Facebook, con 3 episodi. Modus operandi – primo trimestre 2023/2024 Nei primi tre mesi del 2024 il 25% degli atti intimidatori diretti ai professionisti dell’informazione è stato registrato nei confronti di giornaliste (5) mentre il 75% nei confronti di uomini (15). I 267 atti di intimidazione registrati nel primo trimestre 2024 hanno interessato, complessivamente, 9 regioni. Nelle prime 4 regioni (Lombardia, Lazio, Sicilia e Liguria) si sono verificati 19 episodi (pari al 73,1% del totale degli atti intimidatori consumati nel periodo in riferimento). Per la georeferenziazione dell’atto di intimidazione è stato preso in considerazione il luogo dove lo stesso è avvenuto e/o quello in cui la parte lesa ha sporto denuncia-querela. In merito alla matrice degli atti di intimidazione consumati nelle 4 regioni richiamate, si può rilevare che 9 casi sono da attribuire a questioni Socio/Politiche (pari al 64,3% del totale della matrice di riferimento) e 10 risultano relativi ad altri contesti (pari all’83,3% del totale della matrice di riferimento). Con riferimento al primo trimestre 2024 la distribuzione regionale degli episodi che hanno fatto registrare un maggior rischio per l’incolumità del cronista risulta la seguente: AGGRESSIONE FISICA, MINACCE VERBALI, DANNEGGIAMENTI, MINACCE TRAMITE WEB. Episodi intimidatori di maggior rilievo: L’8 marzo 2024, a Teramo, Anja CANTAGALLI, giornalista della testata online “Cityrumors”, è stata aggredita da un manifestante che le ha strappato di mano il cellulare col quale era intenta a filmare un comizio del Partito Democratico. L’uomo, rifiutatosi di restituire l’apparecchio, è stato identificato da personale della Polizia di Stato ivi presente. Nei suoi confronti la giornalista ha presentato una denuncia-querela presso l’Arma dei Carabinieri; L’8 marzo 2024, a Roma, durante il suo intervento al Campus di Formazione “OBIETTIVO 5 — La parità di genere 2024”, organizzato dal “Corriere della Sera” presso l’università “La Sapienza, alcuni giovani dei comitati studenteschi hanno inveito contro il giornalista David PARENZO con le parole: “FASCISTA COMPLICE DEL GENOCIDIO PALESTINESE”, nel contempo esponendo una bandiera della Palestina; Il 12 gennaio 2024, a Vicchio (FI), in occasione del funerale di un anziano già indagato nell’ambito dell’inchiesta sui delitti del “mostro di Firenze”, il corrispondente de “La Nazione” Tommaso GERMOGLI è stato colpito con un pugno al volto dal figlio del defunto mentre effettuava riprese della cerimonia. Il giornalista, che è stato refertato con prognosi di 5 giorni s.c, ha presentato all’Arma dei Carabinieri una denuncia- querela nei confronti dell’aggressore; Il 16 gennaio 2024, a Roma, Sigfrido RANUCCI, autore e conduttore del programma televisivo RAI3 “Report”, ha presentato una denuncia-querela alla Polizia di Stato lamentando che, alcune ore dopo la messa in onda della replica della puntata del 9 dicembre 2023, un utente sconosciuto avrebbe pubblicato sulla sua pagina Facebook il post: “”CREPA BASTARDO”; Il 28 febbraio 2024, a Villagrazia di Carini (PA), Mariangela GIAMMONA, collaboratrice della testata locale “TELEJATO”, ha presentato una denuncia-querela all’Arma dei Carabinieri segnalando che il giorno precedente, durante la realizzazione di un servizio su un cantiere segnalato come pericolante, il proprietario dell’immobile le avrebbe rivolto ingiurie e minacce per costringerla ad interrompere le riprese; Il 25 marzo 2024, a Milano, Clemente Jackie MIMUN e Paolo DEL DEBBIO, rispettivamente direttore del TG5 e conduttore della trasmissione tv “Dritto e Rovescio”, hanno presentato alla Polizia di Stato una denuncia-querela lamentando l’avvenuta ricezione, sulle caselle di posta elettronica della redazione del Tg5 e dello stesso Del Debbio, di una mail dai contenuti offensivi ed intimidatori.
