Dopo l’approvazione dell’atto aziendale dell’Asl di Frosinone, votato all’unanimità dai sindaci presenti (ma molti avevano abbandonato l’aula dopo aver chiesto inutilmente un rinvio per avere più tempo per l’esame del voluminoso provvedimento) a Ferentino scoppia la polemica e la minoranza consiliare prova a mettere il sindaco Piergianni Fiorletta sulla graticola.
Per i consiglieri di opposizione Alfonso Musa, Giancarlo Lanzi, Fabio Magliocchetti e Antonio Pompeo, infatti, essersi limitati a chiedere un aggiornamento della seduta e poi aver lasciato l’assemblea, senza richiedere maggiori servizi per la sanità cittadina, non sarebbe stato di alcun aiuto a tutelare l’ospedale cittadino del San Benedetto. Per i quattro, il sindaco avrebbe “avuto paura di scontentare alcuni membri della sua maggioranza, barattando l’interesse di Ferentino per la salvaguardia degli equilibri interni” e quindi non votando contro il provvedimento. Dall’opposizione ricordano che la sua attuale maggioranza, di chiara estrazione di centrodestra e quindi in linea con chi oggi governa la Regione Lazio. È sicuramente questa la motivazione che ha spinto ancora una volta Fiorletta a non assumere un atteggiamento trasparente e determinato davanti alle scelte da prendere in rappresentanza della nostra comunità”. Perché, per i quattro consiglieri un voto contrario all’atto aziendale della ASL “avrebbe sicuramente creato ulteriori frizioni all’interno della sua amministrazione, dove emergono sempre di più le differenze di visioni su temi importanti come quello della sanità”. “Sin dall’inizio di questa consiliatura – dicono Musa, Lanzi, Magliocchetti e Pompeo – abbiamo cercato di far capire quanto fosse importante far sentire la voce dell’amministrazione comunale su questo tema, ma tutto ciò è avvenuto purtroppo nel totale disinteresse del sindaco e della sua maggioranza. Anche negli ultimi due consigli comunali – ricordano -, proprio in virtù dell’approvazione dell’atto aziendale, avevamo chiesto di poterci confrontare su questo tema, ma non è stato possibile in quanto la maggioranza ha preferito non discutere e rinviare”.
