Frosinone – Verifica di maggioranza. La Chiusaroli non è solo un cartellone, Fratelli d’Italia invita Mastrangeli a tirare dritto

Dario Facci
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(di Dario Facci) Crisi strisciante al Comune di Frosinone. Finalmente si è espressa la segretaria provinciale di Forza Italia che per troppo tempo era apparsa nei dintorni di palazzo Munari solo in una gigantografia. La situazione, almeno sotto il profilo della chiarezza, è decisamente migliorata.

Sintesi: posizione critica ma senza mordere troppo da parte degli azzurri, soprattutto per esigenze dettate dal segretario regionale Fazzone che ha necessità di capitalizzare l’esodo verso il suo partito alla Regione Lazio (i risultati delle Europee non sono stati certo commisurati ai 7/8 consiglieri regionali che ora conta Forza Italia) e ottenere qualcosa in termini di assessorati in più anche a Frosinone e Latina. Estromessa dal partito la consigliera Fabrizi che ora andrà ad accasarsi da qualche altra parte (forse nella Lega per risolvere il problema del capogruppo sfiduciato ma resistente e ribelle Bortone?) un avvertimento piuttosto serio all’assessore Adriano Piacentini (ma senza Piacentini che sarebbe Forza Italia a Frosinone?). Il tutto stando bene attenti però a non spezzare la corda soprattutto perché… non butta bene per il centrodestra alle amministrative negli ultimi tempi. Dall’incontro con il sindaco è venuto fuori, secondo la nota diffusa dal partito degli Azzurri ciociari, il sostegno al sindaco Mastrangeli poiché la Chiusaroli ha specificato che quel sostegno mai è venuto meno e la condizione per proseguire senza ostacoli è il rilancio dell’azione amministrativa. Questa condizione primigenia di un nuovo inizio però avrebbe l’incipit in un passaggio irrinunciabile cioè il fatidico e più volte citato “azzeramento della giunta”, oltre a un più articolato coinvolgimento del partito sulle scelte importanti della maggioranza (cosa giusta e non opinabile nei sistemi democratici). “RIMPASTARE” E’ PROPOSITIVO, “AZZERARE” NO Orbene, sorvolando sulle non meglio specificate motivazioni della necessità di “azzerare” l’esecutivo Mastrangeli onde procedere a una nuova stagione di proficua collaborazione ma accettando come necessaria questa operazione (ovviamente siamo nel campo delle ipotesi, è ignota al momento l’opinione indispensabile del Sindaco) sorprende, provenendo da Forza Italia, l’assenza di uno sforzo lessicale dal quale i richiedenti trarrebbero vantaggio. La parola “azzeramento” è violenta, ostile e suona come una netta bocciatura del lavoro dell’attuale giunta (compreso quello prezioso e competente dell’assessore ai soldi che è proprio espressione di Forza Italia, cioè Adriano Piacentini) mentre la più usata, elastica e accettabile parola “rimpasto” creerebbe certamente, pur significando la stessa cosa, meno difficoltà. Magari si potrebbe aggiungere “completo rimpasto” per rendere maggiormente ficcante il concetto. In sintesi se davvero l’azione di Forza Italia vuol essere propositiva anziché distruttiva come traspare nella nota diffusa e nel documento presentato al sindaco che, tra l’altro, si riferisce a una prospettiva della coalizione di centrodestra, dovrebbe favorire l’asportazione delle castagne dal fuoco da parte del primo cittadino poiché dalle forze di qualsiasi maggioranza un “rimpasto” è accettabile e quasi di prammatica a metà mandato, un “azzeramento” no. Del resto la parola “azzeramento” è sempre stata usata come azione del sindaco, un provvedimento drastico del primo cittadino nei confronti di un esecutivo indisciplinato e inefficiente. Le maggioranze hanno sempre chiesto “rimpasti”. Lo si dice perché nell’istante in cui Forza Italia punta i piedi (e fa bene), sarebbe meglio percorresse la strada che è nelle sue corde, quella della moderazione, che non ha mai voluto dire debolezza ma significare che in certi casi anche la forma diventa sostanza. Soprattutto nella fase delle trattative. FRATELLI D’ITALIA: TIRARE DRITTO CON CHI CONDIVIDE IL PROGRAMMA Da quanto è trapelato l’incontro con la delegazione di Fratelli d’Italia costituita dal coordinatore cittadino Fabio Tagliaferri e il capogruppo consiliare Franco Carfagna è risultato sulla linea già nota del partito della Meloni. Il capogruppo Carfagna già nel recente passato si era espresso nel ribadire il franco e leale sostegno al sindaco, del confronto costruttivo sulle pratiche e l’auspicio di un ricompattamento della maggioranza. Da quel che traspare Tagliaferri avrebbe tirato dritto circa la necessità di chiudere in tempi stretti la verifica e andare avanti con le forze che condividono il programma elettorale. Vale a dire che da parte di Fratelli d’Italia non ci sarebbe un veto sull’ingresso di altri gruppi in maggioranza o sul loro appoggio. L’importante è fare presto e proseguire il lavoro. IL MURO CONTRO MURO SPESSO PORTA… A CASA D’altro canto un muro contro muro tra forze di maggioranza che duri troppo tempo (e questo vale per tutti, per qualsiasi maggioranza) non ha senso, se non quello della dissipazione di energie ai danni della cittadinanza in un momento delicatissimo: quello della realizzazione di molte opere già in corso ed altre che devono partire. Procedere con diplomazia e sollecitamente, trovare soluzioni politiche prive di pregiudizi, è un dovere nei confronti dell’elettorato che ha scelto il suo governo. Altrimenti è evidente che si debba lasciare il posto ad altri nell’interesse collettivo e tornare alle urne. E Frosinone non è Latina… nel capoluogo ciociaro le geometrie sono molto più variabili e ultimamente alle comunali il centrosinistra ha rialzato la testa.
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