Europee – La gara speciale dei Dem e la fortuna di Nardella

Dario Facci
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(di Dario Facci) Si sono succeduti nelle ultime ore diversi messaggi di ringraziamento, soddisfazione e contentezza per l’esito elettorale da parte di esponenti del Partito Democratico della provincia di Frosinone. Quasi in splendida solitudine, salvo sparute eccezioni bisogna dire.

Occorre chiedersene il motivo. Il 17% ottenuto dal PD in provincia di Frosinone alle Europee, pur in crescita rispetto ad alcuni precedenti (per esempio al disastroso 14% scarso delle ultime Politiche) non giustifica certamente le grida di giubilo. Si tratta pur sempre di sette punti e passa in meno del dato che il partito ha raccolto a livello nazionale. Se proprio si volesse andare a fondo della faccenda il Partito Democratico della provincia di Frosinone non avrebbe tanto da festeggiare perché i numeri hanno la testa dura. E allora, escludendo che i vari De Angelis, Battisti, Fantini ecc. siano degli illusi che si rifiutano di guardare la realtà delle cose, oppure che mentano sapendo di farlo confidando nella distrazione degli interlocutori, va cercata una motivazione politica di tale tendenza all’esternazione enfatica poiché non si tratta di sprovveduti. Tutt’altro. Si può azzardare qualche ipotesi. L’aver guadagnato tre punti in percentuale rispetto alle ultime Politiche fa e deve far piacere ma il fatto che, per esempio, nel caso del presidente regionale del partito, Francesco De Angelis, l’ex sindaco di Firenze, Dario Nardella, cioè il candidato che lui ha sostenuto in aperta polemica con i suoi ex compagni di componente Claudio Mancini, Gualtieri ecc. in particolare, abbia ottenuto un ottimo risultato in Ciociaria e una potente affermazione nel Lazio, è una motivazione sicuramente più forte e più convincente. Lo è perché Francesco De Angelis ha deciso il braccio di ferro contro la componente della quale ha fatto parte da protagonista per vent’anni solo una settimana prima del voto. Sette giorni con i quali ha dimostrato di avere ancora un seguito sostanzioso. Dario Nardella, candidato di Area Dem, ha ottenuto dagli elettori della provincia di Frosinone ben 7211 preferenze risultando terzo dopo Schlein e Zingaretti e staccando di oltre 4.000 voti il quarto in classifica, l’ex sindaco di Pesaro Matteo Ricci, sostenuto da Rete Democratica o comunque buona parte dell’apparato proveniente da Pensare Democratico. Insomma Nardella sarebbe stato il beneficiario di una lotta che in buona parte non aveva nulla a che fare specificamente con lui ma molto con il tentativo di spallata che il potente onorevole romano dalle origini ciociare Claudio Mancini aveva ordito per scrollare la segreteria regionale di Daniele Leodori e anche con la rivalsa che De Angelis ha voluto prendersi nei confronti proprio di Mancini, colui che non ha sostenuto la sua candidatura alle Europee e che gli ha preferito Ricci. Rivalsa riuscita viene da dire. Specularmente la consigliera regionale Sara Battisti e il segretario provinciale di Frosinone Luca Fantini che non hanno seguito De Angelis sulla strada della nuova strategia e della nuova componente, hanno segnato il territorio rivendicando l’impegno durante la campagna elettorale con le numerose iniziative sul territorio. Difficile dire se e con quale convinzione avranno portato acqua al pozzo di Matteo Ricci ma non è difficile prevedere che da queste elezioni in poi la dicotomia delle componenti sul territorio della provincia di Frosinone tornerà potente e, perché no, avvincente.
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